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sabato 23 maggio 2015

Riscrivere o non riscrivere, questo è il problema...

Hai mai sentito dire che non si può entrare due volte nello stesso fiume?

Immagino di sì, soprattutto in quest'epoca socialnetworkiana nella quale uno degli sport preferiti è condividere citazioni a effetto incollate su immagini suggestive.

Le domande sono tre e te le elenco:
  • Chi l'ha detto?
  • Sarà vero?
  • Perché dovrebbe interessare noi comunicatori della scrittura?
Il Socrate di Platone attribuisce questa sentenza al filosofo Eraclito, perché sta parlando col suo discepolo Cratilo.

L'unica altra fonte che abbiamo è Aristotele, oltre a un frammento dello stesso Eraclito che però suona leggermente diverso.

La forza e la suggestione di questo pensiero sono potenti, e fa un certo effetto immaginare che un uomo vissuto a cavallo tra VI e V secolo a.C. avesse formulato pensieri degni della fisica del ventesimo secolo.

Poi a sentirlo ci concentriamo tutti sul fatto che l'acqua di questo benedetto fiume cambia.

E ci dimentichiamo che, in quanto esseri viventi, anche noi siamo cambiati.

Nello stesso modo, quando proviamo a tornare su un post già scritto, per modificarlo, correggerlo, riscriverlo, non siamo più gli stessi che l'hanno visto nascere.

Quand'è che ci troviamo nella situazione di riscrivere un pezzo?

lunedì 6 gennaio 2014

Post, ovvero: partenza, ossatura, storia e titolo

Che cosa leggi da sinistra a destra, nei cerchi rossa sulla tastiera in foto?

STOP!

Perciò, fermati e leggi queste indicazioni, per poi tornare a scrivere e a pubblicare testi che funzionano veramente.

Hai il tuo post pronto per essere pubblicato?

Hai scelto con cura il taglio da dare?

Hai tenuto la prima stesura in decantazione, per qualche ora o per un  giorno intero?

Il tuo testo, insomma, è pronto per una revisione attenta e senza indulgenze.

Ogni dettaglio deve funzionare, non vuoi che il lettore scorga la benché minima imperfezione e ti giudichi superficiale.

Ogni parola dovrà dire esattamente ciò che ti serve, dovrà illustrare con la massima aderenza il tuo pensiero.

Solo così potrai pubblicare un articolo tosto, senza fronzoli, che va dritto al bersaglio.

Quante cose da controllare, prima di quel fatidico clic oltre il quale le tue parole viaggeranno nella rete, in pasto a lettori pronti a sfamarsene o a buttarle via senza rispetto.

Eppure, chiunque pubblichi un post deve sapere che ci sono quattro cose veramente essenziali per fare centro.

E queste quattro cose sono già contenute nella parola post.

Post è il magico acronimo con il quale ogni post sarà definitivamente... a post.

domenica 4 agosto 2013

Scrivere articoli: il segreto è nella struttura

Se c'è una parte dell'intero processo di scrittura funzionale che può contendere all'argomento dei titoli il podio di elemento più importante, questa è la struttura.

Preparare la scaletta, lo scheletro, l'ossatura, l'outline, insomma, chiamala come ti pare, fa la differenza tra un articolo scritto in tempi ragionevoli e uno che si perde nei labirinti dell'improvvisazione.

Se i punti in struttura sono chiari allora stendere il pezzo sarà estremamente semplice, e se non lo sono ringrazia la struttura per averti fatto capire che non era il caso di scrivere.

Come si fa una struttura?

sabato 16 marzo 2013

Guida ai paragrafi in tre mosse

Tutte le nostre tastiere sono dotate di questo meraviglioso tasto capace di far scorrere il testo in lavorazione e piazzando quegli a capo che una volta, con la macchina da scrivere, si ottenevano con la leva di metallo.

Hai mai pensato a quante volte il tuo dito ci cade sopra mentre scrivi?

E soprattutto, sei consapevole che ogni volta che lo pigi stai creando un nuovo paragrafo?

Un paragrafo non è altro che una porzione di testo delimitata dal punto e a capo.

Anche la riga qui sopra lo è, e questa stessa frase.

Suppongo dunque che tutti sappiano che cos'è e che sia capitato di scriverne.

Quando però scriviamo per qualcuno, il modo in cui gli porgiamo i paragrafi diventa determinante e capace di influenzare la sua stessa voglia di leggere.

Ti sarà capitato di aprire un libro e vedere un paragrafo che copre in realtà tutta la pagina come un unico blocco di testo.

Oppure, è facile incontrare testi che hanno paragrafi calcolati, tutti della stessa lunghezza, e se il contenuto non li regge rischiano di generare monotonia.

Ci sono poi paragrafi che contengono idee magari interessanti, ma senza essere supportati da un contesto, quindi li leggi e non capisci perché dovresti prenderli in considerazione.

O ancora, testi fatti di paragrafi che non riesci proprio a mettere in correlazione tra loro, pur comprendendoli e magari apprezzandoli uno per volta.

domenica 30 dicembre 2012

Cinque passi per non arenarsi nella scrittura

Per chi ha a che fare con la scrittura in maniera abituale, per lavoro o anche solo per passione, alcune sfide tornano in maniera ricorrente, e la gara sta tutta nel trovare le soluzioni migliori per vincere ognuna di queste sfide.

In tutti questi anni, le persone che si sono rivolte a me per migliorare la loro abilità nello scrivere, hanno girato e rigirato attorno a tre grandi questioni:

  • come iniziare
  • come tagliare ciò che è di troppo in un testo
  • come concludere
Sembrano tre questioni distinte, ma in realtà si comportano come sintomi dello stesso problema che affranca gli scrittori.

Il problema è non comprendere appieno quello che stai cercando di ottenere con il tuo prossimo testo.

Non preoccuparti, è il caso di seguire quel vecchio adagio che recita mal comune mezzo gaudio, perché siamo in tanti a patire le conseguenze di questa incomprensione di fondo.

Voglio salutarti e rinnovarti l'invito a seguire Scrivibene anche per il 2013, suggerendoti una procedura che aggiungerà chiarezza ai tuoi obiettivi e quindi alla tua scrittura.

Ti permetterà anche di dare il calcio d'inizio a un nuovo progetto, facendo leva solo sugli elementi davvero necessari, per cui saprai esattamente che cosa accadrà dopo e come dovrai realizzarlo.

giovedì 3 maggio 2012

Oggi scrivo di...? Questo è il problema!

Scrivi, come me, ogni giorno, o comunque diverse volte la settimana?

Allora hai un problema.

Hai più idee per i tuoi testi di quante tu ne possa realmente scrivere.

Ogni giorno zampillano idee a decine e decine, che tu non riusciresti mai a trasformare in articoli, saggi, relazioni, post.

Forse stai pensando che questo sia il problema cui accennavo.

Sbagliato.

Il problema arriva quando ti decidi a scrivere.

Allora la situazione si ribalta: all'improvviso, tutta l'eruzione di idee e argomenti su cui scrivere si ferma, il vulcano della tua mente si spegne, la lava della creatività si solidifica.

Brutto affare, vero?

Brutto, solo se parti dal presupposto che tu debba sederti a scrivere avendo già l'idea o l'argomento.

Certo, se durante gli scoppi d'inventiva giornalieri hai l'accortezza di prendere nota, tutto bene.

Se però inizi a scrivere senza una preventiva raccolta di spunti, ti tocca andare a cercarli.

Come uscire dal blocco?

Con la lettura.

martedì 7 febbraio 2012

Un post sui post

Se nel post precedente ho cercato di raccontare a quali condizioni essenziali può esistere la scrittura, oggi voglio completare il lavoro, scendendo nel dettaglio del singolo post.

Sebbene ogni articolo veda la luce in modo singolare e spesso profondamente diverso da tutti gli altri, ogni diversità si configura come una deviazione occasionale da un percorso che invece è più o meno sempre lo stesso, e che t'invito a provare.

Se, come accade a me, lungo questo percorso subirai la tentazione di cambiare qualcosa, fallo: è segno che la tua creatività sta emergendo.

Tuttavia, se non avessi mai iniziato a incamminarti su una strada - che può essere quella di oggi o un'altra - probabilmente la tua vena creativa avrebbe tardato a farsi sentire.

Buona passeggiata.

domenica 11 dicembre 2011

Il segreto per scrivere post in modo rapido ed efficace

L'altra sera guardavo un thriller con Denzel Washington, una storia che dal poliziesco vira poi in puro esoterismo, però ben costruito e capace di farmi restare incollato a guardarlo, nonostante non ami per niente le storie fuori dalla realtà.

Certo, se il personaggio del poliziotto avesse deciso verso la fine di mollare, di non provare a sconfiggere questo spirito nemico e magari avesse scelto di ritirarsi in pensione anticipata nel mar dei Caraibi, oppure se il fantasma in questione avesse cambiato idea, scegliendo di non rompere più le scatole al poliziotto, penso che avrei scritto direttamente al regista e non certo per complimentarmi.

Un thriller ha una formula ben precisa, nella quale l'investigatore non può mollare e l'antagonista non può essere colto da attacchi di bontà, altrimenti ci facciamo restituire i soldi.

Le storie di genere hanno schemi ben precisi e ce li hanno perché funzionano, perché il nostro cervello è capace di riconoscerli e di attivare le nostre capacità di previsione e di anticipazione: ci aspettiamo che accada qualcosa di terribile, parteggiamo per i buoni, ci emozioniamo ed eccitiamo nei momenti di conflitto tra i personaggi, e in qualche modo sappiamo che proveremo tutte queste cose ancora prima di vedere il film o leggere il romanzo.

Anche la scrittura funzionale risponde alle stesse regole, anche un post ha uno schema che il lettore riconosce in modo implicito.

Se t'interessa scrivere articoli e post, è meglio che tu conosca in modo esplicito questi schemi.

venerdì 5 marzo 2010

Il glossario: una struttura che funziona sempre


Cosa fare se, in procinto di scrivere un testo, non sappiamo bene quale struttura usare?

Siamo consapevoli di come un argomento possa apparire diverso nella sua forma o nei suoi effetti a seconda di come lo strutturiamo.

Inoltre, le strutture ci obbligano a soddisfare certe funzioni comunicative: un articolo potrà informare o narrare, un saggio dovrà piuttosto esporre e persuadere, un racconto dovrà descrivere e avvincere.

Ma a volte, pur avendo individuato con precisione l'argomento e aver raccolto un mare di idee pertinenti ed efficaci, non sappiamo da che parte "attaccare" questi "brandelli" di materiale, quali mettere in evidenza, quale organizzazione imprimere al tutto.

Propongo una soluzione immanente ai materiali: scriviamo un glossario.

Sì, un testo in cui esponiamo idea per idea tutto il materiale raccolto sull'argomento ma, invece di strutturarlo secondo una strategia comunicativa, esponiamo i contenuti in ordine alfabetico.

La logica del glossario è universale, si adatta a qualsiasi contenuto.
Inoltre, il glossario nasce per la consultazione più che per la lettura, quindi le sue qualità saranno la chiarezza e la semplicità, piuttosto che le questioni formali e stilistiche.

Realizzare un glossario non solo è un'operazione rapida, ma ci permetterà di avere subito un testo
  • leggibile, poiché avremo diviso i contenuti in pezzi piccoli, più digeribili
  • pratico, perché esporremo ogni idea rivelandone subito la sua utilità
  • flessibile, dato che il lettore potrà leggerlo iniziando da dove vuole, interrompendo la lettura in qualsiasi momento, riprendendo quando e da dove gli parrà opportuno e, soprattutto, potrà anche non finire mai di leggerlo
Eccovi un primo esempio.

giovedì 4 febbraio 2010

Le parole chiave ovvero come strutturare un testo in cinque minuti e risparmiare tempo


Tre parole
Qualche anno fa Valeria Rossi cantava dammi tre parole, sole, cuore, amore: il tormentone era efficace perché conteneva le tre parole-chiave immancabili in un testo da canzonetta sdolcinata e la protagonista della canzone voleva sentire proprio quelle.

Non voglio invitare i lettori a produrre simili capolavori ma riflettere sull'utilità delle parole-chiave, i vocaboli nei quali si condensano i concetti fondamentali di qualsiasi argomento.

Un testo chiavi in mano
Se sto per leggere un articolo di cronaca nera potrò con ragione aspettarmi di trovare le parole rapina, arma, delitto, malvivente, omicidio, furto ecc. magari non tutte ma in buona parte.

Nello stesso modo, in un testo di psicologia probabilmente incontrerò i termini mente, persona, soggetto, psiche, terapia, emozioni, pensiero, disagio ecc.

Chiunque può fare questo stesso esperimento, pensare a un argomento e di getto elencare una mezza dozzina di parole "tipiche" di quello stesso argomento.



Da questo punto di vista, le parole-chiave corrispondono alle cose di cui ha senso parlare in un testo su un determinato tema.

Le parole-chiave aiutano anche i lettori: mentre scrivo io so già che formatterò in grassetto i termini fondamentali per evidenziarli e guidare l'attenzione di chi legge e di certo sceglierò quei termini che condensano i concetti significativi.

In questo caso le parole-chiave possono essere la prova della coerenza tra il testo e l'argomento di cui tratta.

Lavorare bene sulle parole chiave diventa determinante per scrivere un testo velocemente: se hai una lista precisa, hai già la successione degli argomenti.

L'incredibile "tesoro" delle parole chiave è custodito nel mio Scrittura Rapida al PC: scrivere testi in un terzo del tempo necessario.

lunedì 4 gennaio 2010

Il titolo è tutto, ma il sottotitolo non scherza!

La porta di ingresso
I titoli sono la porta di ingresso davanti alla quale il lettore si chiede se entrare o meno.

Ci sono porte aperte, porte socchiuse, porte a cui bussare, porte senza porta, solo con la cornice.

Ogni titolo dei nostri testi spinge il lettore a reagire in modo diverso.

Il titolo di questo post, per esempio, anticipa al lettore l'argomento e la struttura base del post che sta per leggere.

Questo vuol dire che il titolo può guidarti mentre scrivi, poiché fornisce una sorta di riassunto stringato degli argomenti di cui tratterai.

Per questo stabilirlo prima a volte rende più veloce il processo di scrittura, come ti mostro in Scrittura Rapida al PC: scrivere testi in un terzo del tempo necessario.

Dunque, ora il lettore, grazie al titolo, si è "affacciato" nel testo.

Ma non basta che lui metta il piede dentro.

Le altre porte di casa
Ci sono case in cui entri e ti trovi in un piccolo atrio angusto dal quale non capisci la "strada" da fare.

Ci sono anche case aperte, senza porte interne, senza tramezzi, open space nei quali la tua fantasia prova a disegnare i possibili percorsi e mentre stai tentando di passare nei trenta centimetri tra un divano e una libreria il padrone di casa ti dice "no, di qua!".

I sottotitoli permettono al lettore di scorrere immediatamente la mappa del testo e decidere se leggerlo tutto per davvero (cosa rara nel web) o "piluccare" laddove troverà parole allettanti.

sabato 28 novembre 2009

la formattazione ovvero come accompagnare per mano il lettore


Formattare vuol dire elaborare l'aspetto visivo di un testo per indirizzare lo sguardo di coloro che lo leggeranno.

Sebbene le esigenze di formattazione siano nate in seno alla letteratura scientifica e in generale a quella espositivo-informativa, qualsiasi testo - anche un racconto - potrebbe essere formattato usando in modo consapevole e significativo le possibilità offerte da questo trattamento.

Poiché la formattazione agisce creando differenze all'interno del testo, la mente del lettore tende ad attribuire significati a queste differenze.

Perciò la formattazione partecipa da protagonista all'effetto comunicativo del testo.

Ogni testo può essere formattato a tre livelli base: la struttura, il contenuto e il ritmo.
  1. la struttura: gli elementi strutturali minimi sono il titolo - o i titoli - i paragrafi e gli elenchi. Formattare a questo livello significa dividere e organizzare in modo preciso l'alternarsi di questi tre tipi di elementi.
  2. Il contenuto: per "contenuto" in questo caso si intende l'interno degli elementi strutturali e non il significato. All'interno dei titoli, dei paragrafi e degli elenchi è possibile creare differenze significative facendo uso di virgolette, corsivi e grassetti.
  3. Il ritmo: detto anche "respiro" del testo, è determinato dalle misure dei paragrafi, ossia dalla loro lunghezza in righe e dalle spaziature.
Esistono trattazioni esaurienti e di ottima qualità sia online che offline, per questo mi focalizzerò su alcune regole di immediata applicazione lasciando alla ricerca - e alla volontà - dei lettori ulteriori approfondimenti.

lunedì 28 settembre 2009

Scrivere testi ben organizzati: le cinque parti essenziali

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Chiunque scriva, per diletto o professione, sa quanto sia importante aiutare il lettore a comprendere il testo con ogni accorgimento.

Perché è così importante?

Semplice: un lettore soddisfatto si trasforma in un potenziale lettore futuro, e per chi scrive è fondamentale avere sempre un destinatario interessato a cui rivolgersi.

Tra le miriadi di strategie, tattiche, tecniche, accorgimenti, trucchi e quant'altro è utile a migliorare la propria scrittura, un posto di primo piano va all'organizzazione testuale.


Se le informazioni contenute nel testo sono anche ordinate secondo una logica precisa, i vantaggi sono almeno due:


  • ogni parte del testo ci "suggerirà" da sola cosa scrivere, facilitandoci nel compito di "inventare" il contenuto
  • la "struttura del testo" accompagnerà per mano il lettore, facilitandogli il compito di acquisire le informazioni, in modo da farlo sentire soddisfatto del risultato

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