Che cosa leggi da sinistra a destra, nei cerchi rossa sulla tastiera in foto?
STOP!
Perciò, fermati e leggi queste indicazioni, per poi tornare a scrivere e a pubblicare testi che funzionano veramente.
Hai il tuo post pronto per essere pubblicato?
Hai scelto con cura il taglio da dare?
Hai tenuto la prima stesura in decantazione, per qualche ora o per un giorno intero?
Il tuo testo, insomma, è pronto per una revisione attenta e senza indulgenze.
Ogni dettaglio deve funzionare, non vuoi che il lettore scorga la benché minima imperfezione e ti giudichi superficiale.
Ogni parola dovrà dire esattamente ciò che ti serve, dovrà illustrare con la massima aderenza il tuo pensiero.
Solo così potrai pubblicare un articolo tosto, senza fronzoli, che va dritto al bersaglio.
Quante cose da controllare, prima di quel fatidico clic oltre il quale le tue parole viaggeranno nella rete, in pasto a lettori pronti a sfamarsene o a buttarle via senza rispetto.
Eppure, chiunque pubblichi un post deve sapere che ci sono quattro cose veramente essenziali per fare centro.
E queste quattro cose sono già contenute nella parola post.
Post è il magico acronimo con il quale ogni post sarà definitivamente... a post.
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lunedì 6 gennaio 2014
sabato 9 novembre 2013
Scrivere sul web: ecco due elementi essenziali
Anche se stiamo arrivando al paradosso per il quale la scrittura sul web cerca di imitare quella sulla carta stampata, con i nuovi tipi di lettori multimediali, la maggior parte dei testi che circolano in rete subiscono l'influenza del mezzo elettronico.
Il solo fatto che un testo sia su uno schermo trasforma l'esperienza di lettura in una sorta di seduta davanti alla tv.
E quando siamo davanti alla tv le regole cambiano di parecchio.
Da una parte,mentre facciamo zapping, i programmi devono riuscire a catturare la nostra attenzione.
Dall'altra parte, una volta che ci siamo fermati per un secondo su un dato canale, quel programma deve convincerci a restare lì.
Sembrano la stessa cosa, e si completano a vicenda.
Ma sono due cose differenti.
Trasferendo l'esempio della tv al mondo della scrittura sul web, i testi in rete devono essere scritti sia per calamitare l'attenzione di chi naviga, sia per convincerlo di aver fatto la cosa giusta, scegliendo di leggere il nostro testo.
Ci sono almeno due elementi essenziali per ottenere entrambi i risultati.
Catturare l'attenzione può essere una gran cosa, ma diventa davvero grande solo se il testo che invitiamo a leggere è organizzato in modo da soddisfare il lettore.
Il solo fatto che un testo sia su uno schermo trasforma l'esperienza di lettura in una sorta di seduta davanti alla tv.
E quando siamo davanti alla tv le regole cambiano di parecchio.
Da una parte,mentre facciamo zapping, i programmi devono riuscire a catturare la nostra attenzione.
Dall'altra parte, una volta che ci siamo fermati per un secondo su un dato canale, quel programma deve convincerci a restare lì.
Sembrano la stessa cosa, e si completano a vicenda.
Ma sono due cose differenti.
Trasferendo l'esempio della tv al mondo della scrittura sul web, i testi in rete devono essere scritti sia per calamitare l'attenzione di chi naviga, sia per convincerlo di aver fatto la cosa giusta, scegliendo di leggere il nostro testo.
Ci sono almeno due elementi essenziali per ottenere entrambi i risultati.
Catturare l'attenzione può essere una gran cosa, ma diventa davvero grande solo se il testo che invitiamo a leggere è organizzato in modo da soddisfare il lettore.
mercoledì 24 luglio 2013
Titoli con la doppietta: come istigare alla lettura dei post
Lo guardi mai Zelig?
Ti piace di più Bertolino o Ale e Franz?
Gioele Dix o Ficarra e Picone?
Annamaria Barbera o Nuzzo e Di Biase?
E soprattutto, lo guarderesti ancora se invece di due conduttori ce ne fosse solo uno?
Chi scrive per il teatro lo sa: il testo di un monologo dev'essere di ferro, mentre nel dialogo contano gli attori e i tempi di recitazione.
In un certo senso, il duo comico va più sul sicuro, perché ognuno può contare sull'altro, mentre i monologhisti devono avere battute eccezionali.
Anche l'attenzione di chi li guarda e ascolta viene stimolata diversamente, e nell'assistere all'esibizione di un duo c'è maggior attesa per come reagirà l'altro.
Lo stesso principio puoi sfruttarlo nel costruire i titoli dei tuoi post, con la doppietta: la procedura non cambia, se sai scrivere buoni titoli, ma in questa versione lo sparo sul lettore è duplice.
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martedì 9 luglio 2013
Come funziona la curiosità
Quando si parla di curiosità si può intendere l'emozione verso qualcosa che all'improvviso attira la nostra attenzione, o l'oggetto di quest'attenzione, le cose curiose.
Cammino per strada, sento degli strani rumori dietro un angolo, e mi affaccio a curiosare: ho seguito l'emozione.
Vado al mercato dell'usato, sapendo che troverò un sacco di cose inusuali, quindi curiose, a vedere se una di esse acchiapperà il mio interesse: ho cercato l'oggetto.
Come scrittore di blog, cerco di capire anche che cosa muove la curiosità di chi legge.
A mio parere, l'esperienza del lettore su internet somiglia più alla seconda accezione del termine curiosità che alla prima.
Perché è vero che di tanto in tanto ci imbattiamo per puro caso in pagine alle quali arriviamo seguendo percorsi non preventivati, e allora seguiamo l'emozione.
Però, la maggior parte del tempo passato in rete, lo impieghiamo cliccando sui siti che già conosciamo, nei quali sappiamo che in media troveremo sempre qualcosa di interessante, e allora cerchiamo direttamente l'oggetto.
Spero tu non scriva online per lettori che capitano per puro caso sulla tua pagina, ma che tu abbia creato un blog o un sito con un lettore ben preciso in mente, al quale interessa il tuo stesso argomento.
Se dunque il lettore si comporta come una persona che scava tra cianfrusaglie, alla ricerca della cosa curiosa che faccia al caso suo, che cos'è che gli fa scegliere quell'oggetto tra tanti?
Cammino per strada, sento degli strani rumori dietro un angolo, e mi affaccio a curiosare: ho seguito l'emozione.
Vado al mercato dell'usato, sapendo che troverò un sacco di cose inusuali, quindi curiose, a vedere se una di esse acchiapperà il mio interesse: ho cercato l'oggetto.
Come scrittore di blog, cerco di capire anche che cosa muove la curiosità di chi legge.
A mio parere, l'esperienza del lettore su internet somiglia più alla seconda accezione del termine curiosità che alla prima.
Perché è vero che di tanto in tanto ci imbattiamo per puro caso in pagine alle quali arriviamo seguendo percorsi non preventivati, e allora seguiamo l'emozione.
Però, la maggior parte del tempo passato in rete, lo impieghiamo cliccando sui siti che già conosciamo, nei quali sappiamo che in media troveremo sempre qualcosa di interessante, e allora cerchiamo direttamente l'oggetto.
Spero tu non scriva online per lettori che capitano per puro caso sulla tua pagina, ma che tu abbia creato un blog o un sito con un lettore ben preciso in mente, al quale interessa il tuo stesso argomento.
Se dunque il lettore si comporta come una persona che scava tra cianfrusaglie, alla ricerca della cosa curiosa che faccia al caso suo, che cos'è che gli fa scegliere quell'oggetto tra tanti?
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domenica 30 dicembre 2012
Cinque passi per non arenarsi nella scrittura
Per chi ha a che fare con la scrittura in maniera abituale, per lavoro o anche solo per passione, alcune sfide tornano in maniera ricorrente, e la gara sta tutta nel trovare le soluzioni migliori per vincere ognuna di queste sfide.
In tutti questi anni, le persone che si sono rivolte a me per migliorare la loro abilità nello scrivere, hanno girato e rigirato attorno a tre grandi questioni:
In tutti questi anni, le persone che si sono rivolte a me per migliorare la loro abilità nello scrivere, hanno girato e rigirato attorno a tre grandi questioni:
- come iniziare
- come tagliare ciò che è di troppo in un testo
- come concludere
Sembrano tre questioni distinte, ma in realtà si comportano come sintomi dello stesso problema che affranca gli scrittori.
Il problema è non comprendere appieno quello che stai cercando di ottenere con il tuo prossimo testo.
Non preoccuparti, è il caso di seguire quel vecchio adagio che recita mal comune mezzo gaudio, perché siamo in tanti a patire le conseguenze di questa incomprensione di fondo.
Voglio salutarti e rinnovarti l'invito a seguire Scrivibene anche per il 2013, suggerendoti una procedura che aggiungerà chiarezza ai tuoi obiettivi e quindi alla tua scrittura.
Ti permetterà anche di dare il calcio d'inizio a un nuovo progetto, facendo leva solo sugli elementi davvero necessari, per cui saprai esattamente che cosa accadrà dopo e come dovrai realizzarlo.
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sabato 27 ottobre 2012
Sono solo parole: la TV che copia il web
Hai letto bene il titolo?
Non ti sto dando dell'incapace, ma quello che dirò parte da lì e ci gira intorno, perciò voglio assicurarmi che tu sia sul mio stesso punto di partenza.
Che cosa significa la tv che copia il web?
Veniamo ai fatti.
Che Fabio Fazio sia uno che la tv la sa fare, non devo dirtelo certo io.
Proprio in questo ventennio, ha fatto delle sue trasmissioni lo zoccolo duro di una tv che ha provato a non annaspare nel modello di televisione gridata, volgare, nuda, molto in linea con la cultura che abbiamo respirato.
Non a caso, il primo grande successo, Quelli che il calcio, è diventato un circo appena è passato in mano alla Ventura.
Poi è arrivato Che tempo che fa e le altre recenti trasmissioni che ormai sono considerate eventi di spessore, complici anche gli ospiti di livello.
Ma non voglio parlarti della tv di Fazio nello specifico.
Voglio invece farti notare che trasmissioni come Vieni via con me, o anche Quello che non ho e quella ancora in corso del Che tempo che fa del lunedì hanno un paio di elementi in comune, anzi, identici, ma che dico, presi di sana pianta dalla migliore forma di comunicazione del web, cioè i blog.
Per questo, ti ho chiesto di prestare attenzione al titolo del post, e ora mi ci addentro.
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giovedì 31 maggio 2012
Il mensile di Scrivibene: Maggio 2012
Tutti a scrivere!
Completata la serie Tutti possono scrivere bene! che permette a chiunque di impostare, realizzare ed editare il proprio testo con la certezza di un risultato dignitoso.
Questo mese abbiamo parlato di titoli, contenuti, persuasione e revisione.
Per chi vuole di più, c'è anche l'Accademia di scrittura!
Quando proprio non sai dove girarti...
Capita a chiunque un momento di nebbia totale, nel quale tutte le idee per scrivere che credevi di avere fino a un attimo prima sembrano svanire nel nulla.
Niente paura: leggi la tecnica spiegata in questo post e non avrai più questo problema!
Il blogging dalla A alla Z
In tre post, trovi una sintesi di che cosa serve per bloggare, a che scopo farlo e quali cose importanti tenere sempre presenti mentre scrivi i tuoi post!
Ricordati poi che nella mia libreria c'è Bloggologia - Guida parziale alla concezione di un blog fatto apposta per te.
Completata la serie Tutti possono scrivere bene! che permette a chiunque di impostare, realizzare ed editare il proprio testo con la certezza di un risultato dignitoso.
Questo mese abbiamo parlato di titoli, contenuti, persuasione e revisione.
Per chi vuole di più, c'è anche l'Accademia di scrittura!
Quando proprio non sai dove girarti...
Capita a chiunque un momento di nebbia totale, nel quale tutte le idee per scrivere che credevi di avere fino a un attimo prima sembrano svanire nel nulla.
Niente paura: leggi la tecnica spiegata in questo post e non avrai più questo problema!
Il blogging dalla A alla Z
In tre post, trovi una sintesi di che cosa serve per bloggare, a che scopo farlo e quali cose importanti tenere sempre presenti mentre scrivi i tuoi post!
Ricordati poi che nella mia libreria c'è Bloggologia - Guida parziale alla concezione di un blog fatto apposta per te.
martedì 1 maggio 2012
Tutti possono scrivere bene: a che titolo?
Sai che - in media - solo il venti percento di coloro che leggono un titolo continuano a leggere anche l'articolo sottostante?
Che cosa implica questo?
Che se non scrivi un titolo abbastanza accattivante, le persone a leggere il tuo testo saranno ben al di sotto di quella cifra.
Due sono i nemici principali dei titoli: oscurità e lentezza.
L'oscurità allontana i lettori perché li confonde: essi vogliono capire almeno l'argomento generale del testo che stanno per leggere.
La lentezza fa crollare l'entusiasmo di chi legge: le persone vogliono sentirsi stimolate e intrigate dalla lettura, e se un titolo non da loro la spinta, esse arretreranno.
La base per apprendere l'arte dei titoli è sempre il giornalismo: se sai come scrivere articoli di giornale sicuramente stai partendo col piede giusto.
Qui però puoi trovare alcune indicazioni rapide e di immediata applicazione per incamminarti sulla strada buona.
La serie completa, Tutti possono scrivere bene, la trovi qui.
Ora veniamo ai titoli.
Come fare?
Che cosa implica questo?
Che se non scrivi un titolo abbastanza accattivante, le persone a leggere il tuo testo saranno ben al di sotto di quella cifra.
Due sono i nemici principali dei titoli: oscurità e lentezza.
L'oscurità allontana i lettori perché li confonde: essi vogliono capire almeno l'argomento generale del testo che stanno per leggere.
La lentezza fa crollare l'entusiasmo di chi legge: le persone vogliono sentirsi stimolate e intrigate dalla lettura, e se un titolo non da loro la spinta, esse arretreranno.
La base per apprendere l'arte dei titoli è sempre il giornalismo: se sai come scrivere articoli di giornale sicuramente stai partendo col piede giusto.
Qui però puoi trovare alcune indicazioni rapide e di immediata applicazione per incamminarti sulla strada buona.
La serie completa, Tutti possono scrivere bene, la trovi qui.
Ora veniamo ai titoli.
Come fare?
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domenica 22 aprile 2012
Tutti possono scrivere bene: una procedura di ferro!
Come nelle ricette di cucina, che ti spiegano passo dopo passo che cosa usare e come usarlo per ottenere un certo piatto, così nella scrittura dovresti avere la tua ricetta per ottenere sempre un testo leggibile e di qualità.
Il pregio delle buone ricette di cucina, infatti, è che ti aiutano a organizzarti, a preparare per bene tutti gli ingredienti e le attrezzature e, soprattutto, ti dicono con che cosa attaccare prima e che cosa fare dopo, perché ogni ingrediente e base avrà i suoi tempi.
Un esempio banalissimo: se vuoi fare la pasta in casa è inutile che tu metta l'acqua a bollire prima di farla, perché altrimenti quando avrai finito di impastare, stendere e dare forma alla tua pasta l'acqua nella pentola sarà ridotta della metà.
Anche quando scrivi il tuo testo, soprattutto se un testo funzionale, informativo, la ricetta che usi è fondamentale per ottimizzare i tempi, organizzare i dettagli, gestire le tue energie.
Perciò, se stai sempre a tagliuzzare e a riscrivere i tuoi testi, è il momento di adottare una procedura di ferro che ti permetta di avere sempre ben chiaro il messaggio da trasmettere e che ti mostri la strada più rapida ed economia per arrivarci.
Tra i miei corsi puoi senz'altro trovare il metodo giusto per imparare tutto ciò che ti serve per portare a livelli eccellenti la tua scrittura e approfondire tutto ciò che puoi leggere in questo e altri post.
La nostra serie Tutti possono scrivere bene inizia proprio da qui.
Oltre a leggere la procedura, clicca pure sui links per approfondire ognuno dei punti!
Il pregio delle buone ricette di cucina, infatti, è che ti aiutano a organizzarti, a preparare per bene tutti gli ingredienti e le attrezzature e, soprattutto, ti dicono con che cosa attaccare prima e che cosa fare dopo, perché ogni ingrediente e base avrà i suoi tempi.
Un esempio banalissimo: se vuoi fare la pasta in casa è inutile che tu metta l'acqua a bollire prima di farla, perché altrimenti quando avrai finito di impastare, stendere e dare forma alla tua pasta l'acqua nella pentola sarà ridotta della metà.
Anche quando scrivi il tuo testo, soprattutto se un testo funzionale, informativo, la ricetta che usi è fondamentale per ottimizzare i tempi, organizzare i dettagli, gestire le tue energie.
Perciò, se stai sempre a tagliuzzare e a riscrivere i tuoi testi, è il momento di adottare una procedura di ferro che ti permetta di avere sempre ben chiaro il messaggio da trasmettere e che ti mostri la strada più rapida ed economia per arrivarci.
Tra i miei corsi puoi senz'altro trovare il metodo giusto per imparare tutto ciò che ti serve per portare a livelli eccellenti la tua scrittura e approfondire tutto ciò che puoi leggere in questo e altri post.
La nostra serie Tutti possono scrivere bene inizia proprio da qui.
Oltre a leggere la procedura, clicca pure sui links per approfondire ognuno dei punti!
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sabato 31 marzo 2012
Il mensile di Scrivibene: Marzo 2012
Anche questo mese, su www.scrivibene.com, abbiamo toccato questioni essenziali a una buona scrittura professionale.
Ecco di che cosa abbiamo parlato.
Lasciati ispirare
Ma da che cosa, potresti chiederti.
Il punto è che l'ispirazione, nella maggior parte dei casi, arriva quando smetti di cercarla con la volontà.
Ecco che una distrazione, un'attività diversa, un periodo anche breve di pausa si rivelano fecondi di nuove energie.
Qui ti racconto che cosa puoi fare mentre le tue idee ti sembrano in standby e come trasformare questo apparente problema in una fertile opportunità.
Il primo passo
Esiste una formula universale per scrivere un buon inizio, con la garanzia di una qualità indiscussa?
Come si fa a esordire in un testo aumentando la curiosità del lettore?
Che cosa ci spinge ad andare fino in fondo nella lettura di un articolo e ci motiva ad andare avanti, parola per parola?
Certo, se ci fosse un testo che parla di questo, non avrei dubbi: lo leggerei subito.
Ora puoi farlo anche tu, leggendo questo post e scoprendo come costruire inizi vincenti.
Hai i titoli per scrivere?
Non sto parlando di laurea e altri attestati, intendo dire se sai quanto sia importante la costruzione del titolo e hai anche una mezza idea su come costruirne di efficaci.
Da questo articolo non solo puoi accedere ai tanti altri post che ho scritto sull'argomento, ma puoi anche immediatamente inventare i tuoi titoli bomba grazie a una formula semplice e di sicura riuscita.
Ecco di che cosa abbiamo parlato.
Lasciati ispirare
Ma da che cosa, potresti chiederti.
Il punto è che l'ispirazione, nella maggior parte dei casi, arriva quando smetti di cercarla con la volontà.
Ecco che una distrazione, un'attività diversa, un periodo anche breve di pausa si rivelano fecondi di nuove energie.
Qui ti racconto che cosa puoi fare mentre le tue idee ti sembrano in standby e come trasformare questo apparente problema in una fertile opportunità.
Il primo passo
Esiste una formula universale per scrivere un buon inizio, con la garanzia di una qualità indiscussa?
Come si fa a esordire in un testo aumentando la curiosità del lettore?
Che cosa ci spinge ad andare fino in fondo nella lettura di un articolo e ci motiva ad andare avanti, parola per parola?
Certo, se ci fosse un testo che parla di questo, non avrei dubbi: lo leggerei subito.
Ora puoi farlo anche tu, leggendo questo post e scoprendo come costruire inizi vincenti.
Hai i titoli per scrivere?
Non sto parlando di laurea e altri attestati, intendo dire se sai quanto sia importante la costruzione del titolo e hai anche una mezza idea su come costruirne di efficaci.
Da questo articolo non solo puoi accedere ai tanti altri post che ho scritto sull'argomento, ma puoi anche immediatamente inventare i tuoi titoli bomba grazie a una formula semplice e di sicura riuscita.
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venerdì 30 marzo 2012
Guida rapida ai titoli efficaci
Gli strumenti che trovo più utili alla scrittura sono quelli in cui si riassumono procedure complesse in pochi passi semplici.
Del resto, questo blog ha come motto mosse facili per una scrittura efficace, quindi...
Ho scritto tanto sui titoli, da diverse angolature e seguendo percorsi molto differenti tra loro, per offrire quanto più materiale è possibile per la questione delle questioni, in ambito di scrittura funzionale: i titoli.
Ti invito caldamente a prestare la dovuta cura a questo pezzo di testo, sia perché l'esercizio con i titoli è il più produttivo e istruttivo che ci sia nella scrittura, sia perché è il classico biglietto da visita.
Un buon titolo non è per forza una roba stratosferica, a volte è più efficace titolare con estrema semplicità, come ho fatto oggi con questo post, dal titolo chiaro che più chiaro non si può.
In altre situazioni, può invece essere utile prenderla più alla larga e introdurre una dimensione più narrativa, retorica e affascinante sin dalle prime parole.
In ogni caso, voglio che questo post sia una sorta di scheda pratica da usare, più che da leggere, che ti permetta di inventare all'istante buoni titoli con l'aiuto di formule ultratestate e sempre valide.
Del resto, questo blog ha come motto mosse facili per una scrittura efficace, quindi...
Ho scritto tanto sui titoli, da diverse angolature e seguendo percorsi molto differenti tra loro, per offrire quanto più materiale è possibile per la questione delle questioni, in ambito di scrittura funzionale: i titoli.
Ti invito caldamente a prestare la dovuta cura a questo pezzo di testo, sia perché l'esercizio con i titoli è il più produttivo e istruttivo che ci sia nella scrittura, sia perché è il classico biglietto da visita.
Un buon titolo non è per forza una roba stratosferica, a volte è più efficace titolare con estrema semplicità, come ho fatto oggi con questo post, dal titolo chiaro che più chiaro non si può.
In altre situazioni, può invece essere utile prenderla più alla larga e introdurre una dimensione più narrativa, retorica e affascinante sin dalle prime parole.
In ogni caso, voglio che questo post sia una sorta di scheda pratica da usare, più che da leggere, che ti permetta di inventare all'istante buoni titoli con l'aiuto di formule ultratestate e sempre valide.
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venerdì 30 settembre 2011
Il mensile di Scrivibene: Settembre 2011
Titolo qua, titolo là!
Non uno ma ben due post sul tema titolo, sicuramente uno degli elementi basilari della comunicazione scritta.
In Si è spento l'uomo che si è dato fuoco! - titolo mutuato direttamente da un vero articolo giornalistico - potrai comprendere gli ingredienti di un titolo efficace e da lì approfondire con altri post sull'argomento.
Da Come scrivere titoli che funzionano potrai capire qualcosa in più sugli effetti di un titolo potente ed estrarre una comoda check list per mettere a punto i titoli dei tuoi testi.
Comunicare bene
Sei una persona che ha la faccia tosta di chiedere o temi, con le tue richieste, di infastidire gli altri?
La comunicazione scritta online si basa - per il cinquanta per cento - sull'indurre il lettore ad agire, ma per ottenere questo risultato, a quali magici accorgimenti bisognerà ricorrere?
Come dice un vecchio adagio, chiedete e vi sarà dato: questo e altro ancora in Essere un genio della comunicazione e fare la differenza.
Oltre il talento c'è di più
Che cosa rende la lettura un'esperienza appagante, tanto da far venire voglia di leggere ancora?
Non pensare che i testi siano diversi da qualsiasi altro bene in grado di dare piacere.
Al lettore piace riconoscersi nelle parole che legge, sapere che dopo la parola fine si sentiranno più felici e che tu sei lì per loro, per rispondere alle loro domande e cercare di soddisfare le loro aspettative.
Scrivere bene: quando il talento non basta ti svela che cosa vuol dire lavorare al contenuto per renderlo desiderabile agli occhi dei tuoi lettori.
Non uno ma ben due post sul tema titolo, sicuramente uno degli elementi basilari della comunicazione scritta.
In Si è spento l'uomo che si è dato fuoco! - titolo mutuato direttamente da un vero articolo giornalistico - potrai comprendere gli ingredienti di un titolo efficace e da lì approfondire con altri post sull'argomento.
Da Come scrivere titoli che funzionano potrai capire qualcosa in più sugli effetti di un titolo potente ed estrarre una comoda check list per mettere a punto i titoli dei tuoi testi.
Comunicare bene
Sei una persona che ha la faccia tosta di chiedere o temi, con le tue richieste, di infastidire gli altri?
La comunicazione scritta online si basa - per il cinquanta per cento - sull'indurre il lettore ad agire, ma per ottenere questo risultato, a quali magici accorgimenti bisognerà ricorrere?
Come dice un vecchio adagio, chiedete e vi sarà dato: questo e altro ancora in Essere un genio della comunicazione e fare la differenza.
Oltre il talento c'è di più
Che cosa rende la lettura un'esperienza appagante, tanto da far venire voglia di leggere ancora?
Non pensare che i testi siano diversi da qualsiasi altro bene in grado di dare piacere.
Al lettore piace riconoscersi nelle parole che legge, sapere che dopo la parola fine si sentiranno più felici e che tu sei lì per loro, per rispondere alle loro domande e cercare di soddisfare le loro aspettative.
Scrivere bene: quando il talento non basta ti svela che cosa vuol dire lavorare al contenuto per renderlo desiderabile agli occhi dei tuoi lettori.
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mercoledì 28 settembre 2011
Come scrivere titoli che funzionano
Ogni volta che arrivano gli esami, uno dei miei post, La scaletta: organizzare le idee in modo appropriato balza nuovamente in testa alla classifica dei più cliccati.
Non solo perché la parola scaletta lo fa trovare a chi cerca nei motori ma anche perché il titolo esprime esattamente il pensiero di chi quella ricerca la sta facendo.
Sii consapevole dell’importanza del titolo, quando ti prepari a pubblicare un tuo testo.
Ecco un paio di considerazioni per aiutarti a tenerlo presente.
Non solo perché la parola scaletta lo fa trovare a chi cerca nei motori ma anche perché il titolo esprime esattamente il pensiero di chi quella ricerca la sta facendo.
Sii consapevole dell’importanza del titolo, quando ti prepari a pubblicare un tuo testo.
Ecco un paio di considerazioni per aiutarti a tenerlo presente.
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giovedì 1 settembre 2011
Si è spento l'uomo che si è dato fuoco!
Parliamo subito di buona scrittura.
Nell'idea stessa di buona scrittura, per me, sono comprese tutta una serie di regole affinché ciò che scrivi abbia determinati effetti su chi leggerà.
Prima di continuare, lasciami precisare una cosa fondamentale: il contenuto è una cosa, la buona scrittura è un'altra.
Puoi scrivere malissimo un pezzo con una grande idea, e puoi far sembrare grandioso un altro pezzo che in realtà parla di bazzecole, solo perché lo hai scritto alla grande.
Il lettore si accorgerà della qualità dell'idea e del modo in cui scrivi solo leggendo - o ascoltando, o guardando - ma per indurlo a dedicarci la sua attenzione avremo bisogno di invitarlo.
L'invito deve avvenire con un grande titolo.
Come il titolo di questo articolo, tratto dal Giornale di Sicilia, colpisce perché crea un corto circuito nella mente del lettore (oltre alle risate...).
Questo è l'effetto: stupore, meraviglia, voglia di approfondire per vedere se davvero si parla di quella cosa lì.
La buona scrittura comincia dal titolo, e ideare un titolo efficace è una vera e propria arte.
Nell'idea stessa di buona scrittura, per me, sono comprese tutta una serie di regole affinché ciò che scrivi abbia determinati effetti su chi leggerà.
Prima di continuare, lasciami precisare una cosa fondamentale: il contenuto è una cosa, la buona scrittura è un'altra.
Puoi scrivere malissimo un pezzo con una grande idea, e puoi far sembrare grandioso un altro pezzo che in realtà parla di bazzecole, solo perché lo hai scritto alla grande.
Il lettore si accorgerà della qualità dell'idea e del modo in cui scrivi solo leggendo - o ascoltando, o guardando - ma per indurlo a dedicarci la sua attenzione avremo bisogno di invitarlo.
L'invito deve avvenire con un grande titolo.
Come il titolo di questo articolo, tratto dal Giornale di Sicilia, colpisce perché crea un corto circuito nella mente del lettore (oltre alle risate...).
Questo è l'effetto: stupore, meraviglia, voglia di approfondire per vedere se davvero si parla di quella cosa lì.
La buona scrittura comincia dal titolo, e ideare un titolo efficace è una vera e propria arte.
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venerdì 17 giugno 2011
Come scrivere un articolo potente e calamitare l'attenzione
Giusto il tempo di leggere questo post e sarai in grado di aumentare le chance di successo per i tuoi testi.
Non è un segreto: la gente legge più volentieri testi che insegnano loro a ottenere risultati concreti, come puoi vedere dai post più popolari, qui accanto.
Al momento stravincono post che insegnano come fare la scaletta, come scrivere un biglietto d'auguri e come usare alcuni giochi di parole.
Se fin dal titolo i lettori possono immaginare cosa saranno in grado di fare dopo aver letto, è molto probabile che leggano tutto.
Non è un segreto: la gente legge più volentieri testi che insegnano loro a ottenere risultati concreti, come puoi vedere dai post più popolari, qui accanto.
Al momento stravincono post che insegnano come fare la scaletta, come scrivere un biglietto d'auguri e come usare alcuni giochi di parole.
Se fin dal titolo i lettori possono immaginare cosa saranno in grado di fare dopo aver letto, è molto probabile che leggano tutto.
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mercoledì 15 giugno 2011
Come ottenere il 47 % in più dei lettori
Se potessi avere...
Ti piacerebbe, eh?
Anche a me.
Tu però ne fai parte, ormai ;)
Il concetto è semplice: una cosa è dire come ottenere un numero più alto di lettori, tutto un altro paio di maniche invece dire come ottenere il 47 % (o il 23 %, o il 92 %, dipende da te) in più dei lettori.
Ti piacerebbe, eh?
Anche a me.
Tu però ne fai parte, ormai ;)
Il concetto è semplice: una cosa è dire come ottenere un numero più alto di lettori, tutto un altro paio di maniche invece dire come ottenere il 47 % (o il 23 %, o il 92 %, dipende da te) in più dei lettori.
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giovedì 21 aprile 2011
Perché devi assolutamente leggere questo post
Ci sono volte in cui sai di avere maledettamente ragione.È una ragione compresa con la mente e provata sulla pelle, e ti sentiresti capace di sfidare il mondo in nome di essa.
È così che a volte ti avvicini alla scrivania o al pc per scrivere la tua ragione.
Ma è sufficiente?
Quasi mai no: tra il tuo aver ragione e il fatto che gli altri te l'attribuiscano ce ne passa.
Dove sta l'inghippo?
Nella fiducia per il contenuto: se il contenuto è valido, pensi, di per sé esso è una buona ragione perché gli altri lo leggano.
Così nei tuoi testi finiscono tante affermazioni valide, ma nessuno le legge, perché mancano le ragioni per farlo.
Diamogliele.
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giovedì 17 marzo 2011
Scrivere per piacere o scrivere per piacersi
Tra i tanti aspetti dei blog e della rivoluzione di internet che trovo intriganti c'è il fatto che si possono capire alcune tendenze del comportamento umano che senza l'occhio elettronico sarebbe più difficile notare.
Internet offre la possibilità di registrare le azioni, le scelte e quindi per congettura i ragionamenti di coloro che navigano, ricostruire le logiche con cui saltano da una pagina all'altra ed eventualmente prendere delle contromisure.
Così se hai un blog puoi divertirti a leggere le statistiche, ci sono diversi software che consentono di rilevare ogni tipo di dato su chi visita le tue pagine, quando, come e - con un po' di intuito - perché.
Internet offre la possibilità di registrare le azioni, le scelte e quindi per congettura i ragionamenti di coloro che navigano, ricostruire le logiche con cui saltano da una pagina all'altra ed eventualmente prendere delle contromisure.
Così se hai un blog puoi divertirti a leggere le statistiche, ci sono diversi software che consentono di rilevare ogni tipo di dato su chi visita le tue pagine, quando, come e - con un po' di intuito - perché.
sabato 5 marzo 2011
Il titolo ideale? Fai un bel respiro
Chi scrive sa che il titolo di un testo è una sezione molto delicata, che merita riflessione e lavoro separato da tutto il resto.
C'è chi pensa si tratti di trovare le parole giuste, capaci di risucchiare l'attenzione, chi ne fa una questione di prestigio e per questo preferisce iniziare citando qualcun altro, chi gioca con la retorica e la poesia e trasforma i suoi inizi in ouvertures musicali.
Ce n'è per tutti i gusti e ognuno sceglie in base ai propri.
Ma se c'è una regola comune, valida per la maggioranza assoluta degli scrittori, essa è molto più terra terra di quanto si possa credere.
C'è chi pensa si tratti di trovare le parole giuste, capaci di risucchiare l'attenzione, chi ne fa una questione di prestigio e per questo preferisce iniziare citando qualcun altro, chi gioca con la retorica e la poesia e trasforma i suoi inizi in ouvertures musicali.
Ce n'è per tutti i gusti e ognuno sceglie in base ai propri.
Ma se c'è una regola comune, valida per la maggioranza assoluta degli scrittori, essa è molto più terra terra di quanto si possa credere.
mercoledì 15 dicembre 2010
L'oggetto delle email, ovvero il piede nella porta di casa del lettore
L'email ha vinto.
Nonostante i ripetuti proclami della sua estinzione, l'email vive ancora più forte di prima, grazie alla sua connessione con i social network.
Sia che tu vada alla ricerca di vecchie amicizie, sia che tu voglia comunicare con gli iscritti del tuo blog, sia che tu la usi come essa merita, come uno dei sistemi più veloci e soprattutto più economici per comunicare messaggi non brevissimi, è difficile per chiunque non dover leggere e scrivere qualche email all'anno.
Il problema, infatti, è proprio questo: l'email dovrebbe essere letta.
E prima ancora di aprirla, ciò che tutti vediamo nella nostra casella di posta è l'oggetto.
In un certo senso gli oggetti delle email rientrano nella categoria dei titoli.
Svolgono la loro stessa funzione e quindi ti offrono la possibilità di attirare l'attenzione e dare al contenuto della tua email la possibilità di essere letto.
Così, tutti i principi relativi all'arte di dare un titolo sono validi.
Ma il contesto è differente, innanzitutto in senso fisico, perché hai meno spazio.
Poi c'è da considerare il contesto relazionale: molto probabilmente il tuo rapporto con il lettore prescinde dalla lettura di quella particolare email, e la tua relazione con lui potrà continuare anche se per una volta o due non avrai imbroccato l'oggetto giusto.
Ti serviranno dunque i principi fondamentali del dare titoli, alcune regole speciali particolarmente adatte agli oggetti delle email, e l'ingrediente segreto che farà delle email il tuo canale di conversazione fondamentale.
Nonostante i ripetuti proclami della sua estinzione, l'email vive ancora più forte di prima, grazie alla sua connessione con i social network.
Sia che tu vada alla ricerca di vecchie amicizie, sia che tu voglia comunicare con gli iscritti del tuo blog, sia che tu la usi come essa merita, come uno dei sistemi più veloci e soprattutto più economici per comunicare messaggi non brevissimi, è difficile per chiunque non dover leggere e scrivere qualche email all'anno.
Il problema, infatti, è proprio questo: l'email dovrebbe essere letta.
E prima ancora di aprirla, ciò che tutti vediamo nella nostra casella di posta è l'oggetto.
In un certo senso gli oggetti delle email rientrano nella categoria dei titoli.
Svolgono la loro stessa funzione e quindi ti offrono la possibilità di attirare l'attenzione e dare al contenuto della tua email la possibilità di essere letto.
Così, tutti i principi relativi all'arte di dare un titolo sono validi.
Ma il contesto è differente, innanzitutto in senso fisico, perché hai meno spazio.
Poi c'è da considerare il contesto relazionale: molto probabilmente il tuo rapporto con il lettore prescinde dalla lettura di quella particolare email, e la tua relazione con lui potrà continuare anche se per una volta o due non avrai imbroccato l'oggetto giusto.
Ti serviranno dunque i principi fondamentali del dare titoli, alcune regole speciali particolarmente adatte agli oggetti delle email, e l'ingrediente segreto che farà delle email il tuo canale di conversazione fondamentale.
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