La fuga dei lettori
Hai scritto un testo.
Ci hai messo tutto l'impegno di cui sei capace, hai scavato sul fondo del tuo bagaglio culturale, hai revisionato tre volte il tuo testo, lo hai fatto leggere a un tal numero di persone da perderne il conto, hai fatto passare una settimana prima di diffonderlo per ricontrollarlo a mente fresca.
Le hai tentate tutte.
Ma lo hanno letto in pochi, troppo pochi se paragonati all'immane fatica spesa per scriverlo.
Ti aspettavi di più: più lettori, più riscontro, più successo.
Sono momenti difficili, metti in discussione addirittura le tue idee, i temi di cui ti piace scrivere.
Vuoi cedere alla più terribile delle tentazioni: rinunciare a ciò che sei purché ti leggano.
Ma il motivo può stare da tutt'altra parte.
Sta nel fatto che le persone più che leggere guardano i testi, hanno poco tempo e vogliono sapere in un battibaleno di cosa parla il tuo scritto, vogliono potersi fare un'idea senza leggere parola per parola.
Non devi cambiare il contenuto.
Puoi assecondare questi bisogni dei lettori.
Non sempre, forse, ma qualche volta sì.
Ecco come.
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lunedì 6 giugno 2011
sabato 28 novembre 2009
la formattazione ovvero come accompagnare per mano il lettore

Formattare vuol dire elaborare l'aspetto visivo di un testo per indirizzare lo sguardo di coloro che lo leggeranno.
Sebbene le esigenze di formattazione siano nate in seno alla letteratura scientifica e in generale a quella espositivo-informativa, qualsiasi testo - anche un racconto - potrebbe essere formattato usando in modo consapevole e significativo le possibilità offerte da questo trattamento.
Poiché la formattazione agisce creando differenze all'interno del testo, la mente del lettore tende ad attribuire significati a queste differenze.
Perciò la formattazione partecipa da protagonista all'effetto comunicativo del testo.
Ogni testo può essere formattato a tre livelli base: la struttura, il contenuto e il ritmo.
- la struttura: gli elementi strutturali minimi sono il titolo - o i titoli - i paragrafi e gli elenchi. Formattare a questo livello significa dividere e organizzare in modo preciso l'alternarsi di questi tre tipi di elementi.
- Il contenuto: per "contenuto" in questo caso si intende l'interno degli elementi strutturali e non il significato. All'interno dei titoli, dei paragrafi e degli elenchi è possibile creare differenze significative facendo uso di virgolette, corsivi e grassetti.
- Il ritmo: detto anche "respiro" del testo, è determinato dalle misure dei paragrafi, ossia dalla loro lunghezza in righe e dalle spaziature.
Esistono trattazioni esaurienti e di ottima qualità sia online che offline, per questo mi focalizzerò su alcune regole di immediata applicazione lasciando alla ricerca - e alla volontà - dei lettori ulteriori approfondimenti.
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