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sabato 5 luglio 2014

Il post perfetto: ecco come fare!

I blog aumentano, nonostante i de profundis dei benpensanti, quindi i post da leggere aumentano.

Peccato però che non aumenti la qualità, anzi, che l'eccesso di quantità spesso implichi un abbassamento del livello.

Proprio in questi giorni, ho avuto modo di leggere tanti post su un evento al quale ho preso parte, e sono rimasto impressionato da diversi aspetti:

  • pochissimi, tra coloro che ne hanno scritto, erano davvero presenti
  • pochissimi hanno scritto con tempismo
  • moltissimi non hanno fatto altro che ricopiare i primi due post usciti sull'argomento (uno dei quali è il mio!)
Tuttavia, anche commettendo questi tre grossolani errori, si può ancora scrivere un pezzo decente, con un linguaggio curato, uno stile dinamico, un post che ti fa dire be', comunque questo qui sa scrivere.

Invece niente, tra i cattivi consigli della fretta, le ansie da prestazione e deplorevoli dosi d'incoscienza, molti aspiranti blogger sembrano aspirare poco e restare in apnea.

Certo, questo accade perché il loro obiettivo è il presenzialismo e non la scrittura, è il poter dire c'ero prima io e non la cura delle informazioni, è far sapere che loro sono al corrente e non raccontare una storia.

Tutto perché non vogliono prendersi il tempo di dare una scorsa al loro testo, buttato lì, per aggiustare e migliorare i punti deboli.

Tu non vuoi leggere post scritti così male, e soprattutto non vuoi correre (più) il rischio di scriverne.

Ecco per te la guida rapida ed efficace per trovare i punti deboli del tuo post e trasformarli in punti di forza.

sabato 26 aprile 2014

Scrivere testi originali o dare originalità ai testi?


 Ultimamente, fare battute basate sul chiasmo, come quella del titolo, ci fa sembrare tutti imitatori degli imitatori del presidente del consiglio...

Battute a parte, chiunque scriva desidererebbe sempre sfornare qualcosa di originale, di proprio, di unico.

L'avverbio sempre deve però metterci in guardia: è impossibile, e forse non è neanche un male.

domenica 2 febbraio 2014

Le due mosse per risucchiare il lettore nel tuo post

Ce l'hai messa tutta.

Ancora non riesci a credere quanto grande sia il post, l'articolo, il pezzo che hai appena finito di scrivere.

Pensi con certezza che chi lo leggerà ne rimarrà estasiato, appena avrà capito dalle tue argomentazioni che i tuoi consigli funzionano.

Hai riletto, cambiato le parole, tolto il superfluo, costruito il titolo perfetto, quello che cattura l'attenzione, quello che fa montare la curiosità.

Hai scritto una cosa potente e ne sei felice.

Finché un piccolo tarlo inizia a rodere la tua gioia.

Forse le prime righe del testo non sono abbastanza intriganti, e i lettori mi abbandoneranno per non schiattare di noia?

Forse il primo blocco del mio pezzo è scritto così male da far voltare lo stomaco?

Forse, forse, forse...

Un dubbio al quale non sa rispondere con piena sicurezza neanche il più scafato degli scrittori.

sabato 9 novembre 2013

Scrivere sul web: ecco due elementi essenziali

Anche se stiamo arrivando al paradosso per il quale la scrittura sul web cerca di imitare quella sulla carta stampata, con i nuovi tipi di lettori multimediali, la maggior parte dei testi che circolano in rete subiscono l'influenza del mezzo elettronico.

Il solo fatto che un testo sia su uno schermo trasforma l'esperienza di lettura in una sorta di seduta davanti alla tv.

E quando siamo davanti alla tv le regole cambiano di parecchio.

Da una parte,mentre facciamo zapping, i programmi devono riuscire a catturare la nostra attenzione.

Dall'altra parte, una volta che ci siamo fermati per un secondo su un dato canale, quel programma deve convincerci a restare lì.

Sembrano la stessa cosa, e si completano a vicenda.

Ma sono due cose differenti.

Trasferendo l'esempio della tv al mondo della scrittura sul web, i testi in rete devono essere scritti sia per calamitare l'attenzione di chi naviga, sia per convincerlo di aver fatto la cosa giusta, scegliendo di leggere il nostro testo.

Ci sono almeno due elementi essenziali per ottenere entrambi i risultati.

Catturare l'attenzione può essere una gran cosa, ma diventa davvero grande solo se il testo che invitiamo a leggere è organizzato in modo da soddisfare il lettore.

venerdì 25 ottobre 2013

Quella sporca dozzina... di consigli sulla revisione

Perché alcuni testi sono scritti meglio di altri?

Non lasciarti ingannare, la domanda è solo apparentemente ovvia e banale.

Dal punto di vista del lettore, la risposta è più semplice: perché scorre bene, perché si capisce, perché è utile.

Per chi quel testo invece deve scriverlo, le cose non sono così immediate.

Non si tratta solo di mettere giù le parole che vengono in mente, ma di parlare - usando la scrittura - a qualcun altro, cioè comunicare.

Quando parliamo a qualcuno, standogli di fronte, pensiamo forse di dire ciò che ci passa per la testa in quel momento, ma non è così.

Il nostro linguaggio, cioè la scelta delle parole e del modo di incastrarle in frasi e pronunciarle con determinate inflessioni, è costantemente condizionato dal feedback immediato che riceviamo dal volto e dall'atteggiamento del nostro ascoltatore.

Ci basta un attimo, così breve da non poterlo calcolare, ad aggiustare il tiro della nostra comunicazione per renderla più efficace e aiutare il nostro interlocutore a comprendere meglio.

Forzando un po' la mano, potremmo dire che quando parliamo operiamo un costante editing, una revisione continua delle nostre parole, adattandole ai segnali che l'altra persona in ascolto ci manda, volente o nolente.

Un'opinione molto diffusa ma poco realistica afferma che un testo scritto è molto più efficace di un discorso a braccio, perché chi lo produce ha il tempo di pensare a che cosa dire.

In realtà non è così, perché chi scrive non ha mai e poi mai il segnale di ritorno da parte del lettore, mentre produce il suo testo.

Solo oggi, con i mezzi ultratecnologici, abbiamo un feedback molto più rapido che in passato, ma che comunque si realizza a partire almeno da qualche ora dopo la pubblicazione di un testo.

Fino a pochi anni fa, a un giornalista toccava aspettare almeno due o tre giorni prima che qualche lettore si prendesse la briga di scrivere all'apposita rubrica per commentare l'articolo, e avere così un segnale da parte di chi legge.

Però, anche se la rete ci permette di ricevere feedback rapidissimi, essi non consentono a chi scrive di sapere l'effetto delle proprie parole mentre le sta ancora scrivendo.

Per questo, la scrittura - anche in formato online - può rimanere un salto nel buio, a meno che non si faccia di tutto, ma proprio di tutto per far sì che il testo funzioni.

Non basta la bontà del contenuto a garantire quella del testo e della sua comunicazione, è necessario un serio lavoro di revisione e aggiustamento del testo.

Non è facile e soprattutto non è una cosa rapida come correggere le proprie parole mentre le si dice, ma è un lavoro estremamente fruttuoso e se proverai a farlo ne uscirai con un'altra idea sulle tue potenzialità nella scrittura.

Pronti? Via...

domenica 20 gennaio 2013

Due cose da fare per comunicare online

Se frequenti la rete probabilmente già sai che oggi tutti possono pubblicare qualcosa che verrà vista, letta, ascoltata e probabilmente scaricata da una manciata di persone.

Una puntatina rapida su uno dei tanti social network sarà sufficiente per rendersi conto di quanta gente si comporta come se avesse qualcosa da dire alla sua cerchia.

Quante di queste persone però si dedicano davvero alla creazione di contenuti nuovi, originali, attuali, utili e soprattutto unici?

Scrivere con cognizione è qualcosa che non paga nell'immediato, è una faticaccia e ci vuole molto tempo prima che qualche riconoscimento venga a ricompensarti.

Allo scrivere si aggiunge tutto l'armamentario che lo sviluppo tecnologico oggi ci obbliga a padroneggiare, se non vogliamo essere solo fruitori passivi dei tanti audio e video che gli altri ci catapultano addosso ogni giorno.

Se però tantissime persone oggi si dedicano in maniera spasmodica a replicare contenuti creati da altri, a far girare post, canzoni, filmati, slides perché il messaggio è interessante, accattivante o anche solo sfizioso, tu devi scegliere se unirti alla massa o passare dalla parte di chi quei contenuti li crea.

Per chi volesse provare a rientrare nel novero dei creatori, ecco due cose da fare, indispensabili sulla strada della comunicazione online.

giovedì 14 giugno 2012

Blog contro social network: chi vincerà?

Se ti chiedessi qual è la differenza tra un blog e Facebook o Twitter, quale potrebbe essere la tua risposta?

Non sono i blog occasione di incontro, conoscenza e scambio tra persone, tramite contenuti di varia natura, e comunicazioni prevalentemente scritte?

È anche vero che il social network, di cui Facebook è solo un esempio, simula la realtà molto più di un blog, permettendoti un'immediatezza che somiglia molto a una conversazione reale.

Però c'è tantissima gente che preferisce usare i social network per diffondere contenuti che molte altre persone pubblicano su un blog: in fondo, anche su Facebook puoi scrivere post e corredarli di materiale multimediale, senza contare che puoi formare gruppi d'interesse in cui condividere contenuti più specifici, un po' come accade nel mio blog con l'iscrizione tramite mail e ricevendo corsi e materiali didattici, e su Twitter addirittura sono le persone a decidere di seguire le tue pubblicazioni.

Se è vero che il dilagare dei social network ha influito sui blog, è altrettanto vero che Google ha provato, col suo Google+, a creare un ibrido che comprendesse tutte le funzioni.

Ma è poi così vero che c'è una contrapposizione tra i due canali?

giovedì 31 maggio 2012

Il mensile di Scrivibene: Maggio 2012

Tutti a scrivere!
Completata la serie Tutti possono scrivere bene! che permette a chiunque di impostare, realizzare ed editare il proprio testo con la certezza di un risultato dignitoso.

Questo mese abbiamo parlato di titoli, contenuti, persuasione e revisione.

Per chi vuole di più, c'è anche l'Accademia di scrittura!

Quando proprio non sai dove girarti...
Capita a chiunque un momento di nebbia totale, nel quale tutte le idee per scrivere che credevi di avere fino a un attimo prima sembrano svanire nel nulla.

Niente paura: leggi la tecnica spiegata in questo post e non avrai più questo problema!

Il blogging dalla A alla Z
In tre post, trovi una sintesi di che cosa serve per bloggare, a che scopo farlo e quali cose importanti tenere sempre presenti mentre scrivi i tuoi post!

Ricordati poi che nella mia libreria c'è Bloggologia - Guida parziale alla concezione di un blog fatto apposta per te.

lunedì 7 maggio 2012

Tutti possono scrivere bene: ma de che?

Quanti sforzi, per questa benedetta scrittura!

Scrivi oggi, scrivi domani, scrivi sempre.

I lettori ci sono, ma a quanto pare il tuo messaggio non li colpisce più di tanto.

Essi se ne dimenticano, e in fretta.

In parte, è il destino della scrittura online, velocità e carattere effimero.

Ma pensare che dipenda solo da questo sarebbe una scusa.

In realtà, tutto si gioca con il contenuto del tuo testo.

E in una serie come questa, intitolata Tutti possono scrivere bene, il capitolo sul contenuto è la pietra fondante di tutta l'architettura.

Per dare una sferzata di energia alla tua scrittura, attingi a piene mani da queste tecniche e vedrai subito lievitare lo spessore del tuo lavoro.

giovedì 8 settembre 2011

Scrivere bene: quando il talento non basta

Ah, trovare messaggi come questi!

Sono assolutamente entusiasta della utilità e soprattutto dell'alta qualità delle informazioni che veicoli attraverso i tuoi blogs e i prodotti che proponi. Cosa abbastanza rara da trovare in giro per il web.
Sto ultimando di leggere "Scrittura rapida al pc" che ho acquistato da pochi giorni e ti benedico per la quantità di spunti e informazioni interessanti che mi stai dando. Quindi che dire...io i tuoi prodotti li comprerei tutti ad occhi chiusi ma forse sono di parte. La scrittura, i libri e tutto ciò che ne ruota intorno sono pane per la mia anima.


Non è per vanteria che inizio questo articolo con questo testimonial, ma perché è il modo migliore di farti capire qual è il vero obiettivo del tuo, del mio, e del nostro lavoro: comunicare cambiando la vita delle persone.

Questo messaggio in particolare non è stato spontaneo ma frutto di un sondaggio, quindi io sono andato a "bussare alla porta" dei miei interlocutori, avrebbero potuto annoiarsi, avrebbero potuto dirmi ma cosa vuole questo qui, non solo non lo hanno fatto ma l'ottanta per cento delle persone che hanno risposto mi hanno manifestato stima, apprezzamento e interesse perché quello che ho dato loro funziona.

La volta scorsa abbiamo parlato della buona scrittura, della confezione, con questo post.

Oggi parliamo di quel che c'è dentro: il contenuto.

Se il contenuto non fosse stato buono, non avrai mai potuto leggere simili apprezzamenti per il mio lavoro.

Se però stai pensando che io sono stato in grado di ottenere certi risultati perché sono io, mentre tu non ci riuscirai perché sei tu, ossia se credi sia una questione di genialità, di talento, di esserci portati, ti sbagli di grosso.

Il talento non è sufficiente, la strategia è di gran lunga più importante.

Non si tratta solo di dire cose interessanti, ma anche di dirle dando loro un ordine, una cadenza, una struttura che dia vita al vero e proprio dialogo con gli interlocutori, perché ricordati sempre che siamo in una relazione di scambio.

Anche se non posso trattare l'argomento contenuto in un solo articolo, lasciami iniziare da un punto ben preciso.

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