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domenica 13 settembre 2015

Il lato oscuro della retorica

Nella settimana appena conclusa, dal mondo dell'informazione sono rotolate a noi due perle che è il caso di mettere ancora un po' in luce, se si vuole capire bene come funziona la comunicazione e interrogarsi sulle proprie responsabilità quando si scrive di qualcosa e ci si rivolge a un pubblico.

Abbiamo letto e sentito di Scattone che prima si è visto assegnare una cattedra e poi vi ha rinunciato per evitare l'ostracismo di parte dell'opinione pubblica.

Abbiamo anche letto e sentito, o visto, di membri della famiglia di Vittorio Casamonica ospiti di Bruno Vespa e abbiamo soprattutto subito gli strascichi, forse ancora più spinosi del fatto in sé.

Con la retorica bisogna stare attenti.

Io capisco il desiderio di chi fa informazione - anche il mio - di dare ai propri testi - quelli da leggere, ma anche quelli da ascoltare o da vedere - una bella forma, che possa accattivare, che possa inchiodare il lettore o lo spettatore, che possa suscitare in lui una reazione emotiva.

Al di là della verità e dell'utilità dei tuoi contenuti, per ottenere questo devi per forza ricorrere alla retorica.

Ma spesso, anzi, sempre, la retorica è un inganno.

Un inganno a fin di bene, ma sempre inganno resta.

Una metafora è bella, ma non contiene nessuna verità, una similitudine addirittura assume l'aspetto esteriore di un ragionamento corretto quando in realtà non lo è.

Da un punto di vista strettamente logico la retorica è fallace, ossia i collegamenti logici tra gli elementi in gioco non sono validi, anche se i singoli elementi possono essere veri o plausibili.

E nei fatti di Scattone e dei Casamonica della scorsa settimana, di fallacie ce ne sono a iosa.

lunedì 11 maggio 2015

Quattro lezioni di vita che ogni blogger dovrebbe usare

La maggior parte dei blogger in circolazione è arrivata all'età della - presunta - ragione in un arco di tempo nel quale i blog nemmeno esistevano.

Vuol dire che in realtà è tagliata fuori da questo campo, e che solo i cosiddetti nativi digitali sono degni di digitare e mandare in rete?

A ben vedere, le lezioni più importanti sul comunicare online non arrivano da corsi specialistici, da software diabolici né tantomeno da tattiche ardite per scalare i motori di ricerca.

Le lezioni fondamentali le abbiamo già incamerate molto prima che certi algoritmi informatici regolassero le nostre ventiquattr'ore al giorno.

Forse non ci abbiamo fatto caso, o forse chi ce le ha impartite non si è preso la briga di dirci che sarebbero tornate utili nell'era digitale.

Ma l'importante è che quelle lezioni sono arrivate a noi e ora le possediamo.

E sono arrivate a noi dalle parole dei nostri genitori, dai consigli di fratelli e sorelle più grandi, dai racconti degli amici, dai moniti e dalle dritte dei nostri insegnanti.

Le lezioni veramente importanti che ogni blogger dovrebbe usare ci sono arrivate mentre crescevamo, mentre ci educavano a stare al mondo, con buon senso, saggezza e autorevolezza.

Prima di pensare di fare del buon blogging perché conosci ogni piega del web, chiediti se invece la tua bravura non consista in realtà nell'applicare la saggezza dei grandi che hanno guidato il tuo cammino fino a oggi.

mercoledì 6 maggio 2015

Scrittura ed evoluzione: al meglio non c'è mai fine

Dove sta andando la scrittura?

Non parlo della capacità di mettere in parole informazioni, concetti, racconti e sentimenti, no.

Intendo proprio dire la scrittura, ossia il codice che utilizziamo per comunicare attraverso i testi.

A richiamare l'attenzione, nei giorni scorsi, un'immagine circolata attraverso la rete, di origine ispanica  anche se qualcuno in Italia l'ha fatta girare mettendoci il suo logo sopra - la puoi vedere cliccando qui - che attraverso una linea del tempo mostra le tappe della scrittura nella storia umana.

sabato 5 luglio 2014

Il post perfetto: ecco come fare!

I blog aumentano, nonostante i de profundis dei benpensanti, quindi i post da leggere aumentano.

Peccato però che non aumenti la qualità, anzi, che l'eccesso di quantità spesso implichi un abbassamento del livello.

Proprio in questi giorni, ho avuto modo di leggere tanti post su un evento al quale ho preso parte, e sono rimasto impressionato da diversi aspetti:

  • pochissimi, tra coloro che ne hanno scritto, erano davvero presenti
  • pochissimi hanno scritto con tempismo
  • moltissimi non hanno fatto altro che ricopiare i primi due post usciti sull'argomento (uno dei quali è il mio!)
Tuttavia, anche commettendo questi tre grossolani errori, si può ancora scrivere un pezzo decente, con un linguaggio curato, uno stile dinamico, un post che ti fa dire be', comunque questo qui sa scrivere.

Invece niente, tra i cattivi consigli della fretta, le ansie da prestazione e deplorevoli dosi d'incoscienza, molti aspiranti blogger sembrano aspirare poco e restare in apnea.

Certo, questo accade perché il loro obiettivo è il presenzialismo e non la scrittura, è il poter dire c'ero prima io e non la cura delle informazioni, è far sapere che loro sono al corrente e non raccontare una storia.

Tutto perché non vogliono prendersi il tempo di dare una scorsa al loro testo, buttato lì, per aggiustare e migliorare i punti deboli.

Tu non vuoi leggere post scritti così male, e soprattutto non vuoi correre (più) il rischio di scriverne.

Ecco per te la guida rapida ed efficace per trovare i punti deboli del tuo post e trasformarli in punti di forza.

venerdì 25 ottobre 2013

Quella sporca dozzina... di consigli sulla revisione

Perché alcuni testi sono scritti meglio di altri?

Non lasciarti ingannare, la domanda è solo apparentemente ovvia e banale.

Dal punto di vista del lettore, la risposta è più semplice: perché scorre bene, perché si capisce, perché è utile.

Per chi quel testo invece deve scriverlo, le cose non sono così immediate.

Non si tratta solo di mettere giù le parole che vengono in mente, ma di parlare - usando la scrittura - a qualcun altro, cioè comunicare.

Quando parliamo a qualcuno, standogli di fronte, pensiamo forse di dire ciò che ci passa per la testa in quel momento, ma non è così.

Il nostro linguaggio, cioè la scelta delle parole e del modo di incastrarle in frasi e pronunciarle con determinate inflessioni, è costantemente condizionato dal feedback immediato che riceviamo dal volto e dall'atteggiamento del nostro ascoltatore.

Ci basta un attimo, così breve da non poterlo calcolare, ad aggiustare il tiro della nostra comunicazione per renderla più efficace e aiutare il nostro interlocutore a comprendere meglio.

Forzando un po' la mano, potremmo dire che quando parliamo operiamo un costante editing, una revisione continua delle nostre parole, adattandole ai segnali che l'altra persona in ascolto ci manda, volente o nolente.

Un'opinione molto diffusa ma poco realistica afferma che un testo scritto è molto più efficace di un discorso a braccio, perché chi lo produce ha il tempo di pensare a che cosa dire.

In realtà non è così, perché chi scrive non ha mai e poi mai il segnale di ritorno da parte del lettore, mentre produce il suo testo.

Solo oggi, con i mezzi ultratecnologici, abbiamo un feedback molto più rapido che in passato, ma che comunque si realizza a partire almeno da qualche ora dopo la pubblicazione di un testo.

Fino a pochi anni fa, a un giornalista toccava aspettare almeno due o tre giorni prima che qualche lettore si prendesse la briga di scrivere all'apposita rubrica per commentare l'articolo, e avere così un segnale da parte di chi legge.

Però, anche se la rete ci permette di ricevere feedback rapidissimi, essi non consentono a chi scrive di sapere l'effetto delle proprie parole mentre le sta ancora scrivendo.

Per questo, la scrittura - anche in formato online - può rimanere un salto nel buio, a meno che non si faccia di tutto, ma proprio di tutto per far sì che il testo funzioni.

Non basta la bontà del contenuto a garantire quella del testo e della sua comunicazione, è necessario un serio lavoro di revisione e aggiustamento del testo.

Non è facile e soprattutto non è una cosa rapida come correggere le proprie parole mentre le si dice, ma è un lavoro estremamente fruttuoso e se proverai a farlo ne uscirai con un'altra idea sulle tue potenzialità nella scrittura.

Pronti? Via...

sabato 14 settembre 2013

8 errori (più uno) da evitare quando scrivi email

Email: ne abbiamo tutti le caselle piene...

Sì, anche in senso figurato, ma soprattutto in quello letterale.

Del resto, l'email è giustamente diventata il principale mezzo di comunicazione scritta di una certa rilevanza.

Ovvio che a volte gli sms sono ancor più rilevanti per la vita privata, e che i social network cercano di riprodurre piazzette nelle quali ritrovarsi e condividere più che altro pensieri, spunti, desideri, se e ma di varia natura.

Ma la scrittura, quella che comunque è necessaria per certe transazioni interpersonali, quella che una volta si faceva con le lettere e che in parte ancora oggi avviene tramite raccomandate, trova ormai il suo terreno nella comunicazione via mail.

L'email si usa largamente nei rapporti di lavoro, e questo può ingannare circa la sua specificità.

Oserei dire invece che il suo utilizzo riguarda la professionalità in genere.

Così, ci possono essere professionisti di un settore, che tuttavia non lavorano in quel settore ma lo praticano per passione o perché lo stanno studiando, che senz'altro preferiscono usare le mail per comunicarsi informazioni, risultati, dati, appuntamenti.

Un corso si può organizzare in tutto e per tutto comunicando via mail con i partecipanti, dato che ogni discussione si può condividere con gli altri.

Ma anche un gruppo di amatori di qualsiasi cosa possono trovare comoda la mail per dirsi dove incontrarsi, a che ora, suggerire strade e percorsi, avanzare proposte su dove andare, quali posti o persone visitare e così via.

Infine, la comunicazione via mail consente di allegare files, e chi con le mail ci lavora o condivide una professione o un'attività anche come hobby, trova molto comoda questa funzione.

L'email funziona, insomma, e gli scettici se ne facciano una ragione.

Come possiamo usare questo mezzo rendendolo più semplice, utile, gestibile, per noi che scriviamo e per gli altri che leggeranno?

Per la sua natura poliedrica, l'email difficilmente si può inglobare in un modello preciso.

Certo, se stiamo scrivendo un'email alla stregua di quelle che una volta si chiamavano lettere commerciali dovremo seguire più o meno una scaletta precisa.

Ma quella è solo una delle tante tipologie di lettere elettroniche che scriviamo o leggiamo.

Spesso la mail slitta dal linguaggio più formale a quello discorsivo, i saluti si fanno più confidenziali, all'improvviso, oltre alle informazioni essenziali, c'è spazio per il superfluo, tutto per mimare una certa vicinanza tra le persone, come se parlassimo a tu per tu.

Ecco dunque per te otto errori fatali da non commettere, per sfruttare al meglio la tua posta elettronica, scrivere più facilmente le tue email e facilitare agli altri la lettura.

mercoledì 15 maggio 2013

Come la magia del circo può contagiare la tua scrittura


Venghino, signore e signori!

Sono ancora incantato dalla mia ultima visione del circo, uno spettacolo che come pochi è in grado di rapire del tutto la mia attenzione.

Quando però mi sento così attratto, le antenne mi si drizzano perché so che mi sono imbattuto in qualche esperienza che può insegnarmi qualcosa sulla comunicazione.

E visto che questo blog cerca di sviscerare tutti i modi con cui rendere attraente, affascinante, coinvolgente e irresistibile la comunicazione scritta, ecco che anche quelle tre o quattro cosucce che rendono il circo così magico possono tornare utili anche a chi scrive.

domenica 20 gennaio 2013

Due cose da fare per comunicare online

Se frequenti la rete probabilmente già sai che oggi tutti possono pubblicare qualcosa che verrà vista, letta, ascoltata e probabilmente scaricata da una manciata di persone.

Una puntatina rapida su uno dei tanti social network sarà sufficiente per rendersi conto di quanta gente si comporta come se avesse qualcosa da dire alla sua cerchia.

Quante di queste persone però si dedicano davvero alla creazione di contenuti nuovi, originali, attuali, utili e soprattutto unici?

Scrivere con cognizione è qualcosa che non paga nell'immediato, è una faticaccia e ci vuole molto tempo prima che qualche riconoscimento venga a ricompensarti.

Allo scrivere si aggiunge tutto l'armamentario che lo sviluppo tecnologico oggi ci obbliga a padroneggiare, se non vogliamo essere solo fruitori passivi dei tanti audio e video che gli altri ci catapultano addosso ogni giorno.

Se però tantissime persone oggi si dedicano in maniera spasmodica a replicare contenuti creati da altri, a far girare post, canzoni, filmati, slides perché il messaggio è interessante, accattivante o anche solo sfizioso, tu devi scegliere se unirti alla massa o passare dalla parte di chi quei contenuti li crea.

Per chi volesse provare a rientrare nel novero dei creatori, ecco due cose da fare, indispensabili sulla strada della comunicazione online.

domenica 22 luglio 2012

La scrittura che si tocca

Forse sarà l'epoca di sfrenato materialismo accoppiato alla crisi dilagante, ma qui stiamo tutti diventando dei San Tommaso.

Se non tocchiamo non crediamo.

I lettori saltano da un testo all'altro perché sono stanchi di dover penetrare con lo sforzo delle loro menti i testi che hanno davanti.

Vogliono che il testo salti dalla pagina allo schermo direttamente nei loro sensi, e che lasci loro sensazioni fisiche, percezioni sensoriali.

Vogliono parole che si possano toccare.

Quante pretese, penserai.

Sono d'accordo, ma è la verità e non possiamo far finta che non sia così.

Tuttavia, per noi che scriviamo, non è poi un gran male.

Scrivere un testo che non dia solo informazioni, ma che lasci tracce più profonde nel corpo-mente del lettore, oltre che una sfida è un vantaggio.

Perché usare la retorica, lo stile, le immagini, e tutto l'armamentario della scrittura non fa che facilitarci.

Per esempio, se vado su Facebook e scrivo nel mio status che ho mangiato gli spaghetti al pomodoro, forse qualche amico - nella speranza che io ricambi il favore - cliccherà su mi piace oppure commenterà le mie parole, ma la cosa finisce lì.

Se invece ci metto la foto del piatto, ecco che i mi piace e i commenti crescono a dismisura.

Le immagini toccano i sensi in modo diretto e valgono più delle parole.

Noi però scriviamo, quindi dobbiamo fare a meno delle foto.

Dobbiamo usare le parole.

mercoledì 27 giugno 2012

Il mensile di Scrivibene: Giugno 2012

Dalla lettera alla mail
Dal mio punto di vista, non c'è alcuna differenza di contenuto e pochissime sono quelle relative alla forma, imposte dal supporto.

Per il resto, lettere e mail si equivalgono e saper scrivere le une vuol dire partire avvantaggiati nello scrivere le altre.

Leggi subito i post di questo mese sull'argomento:

Social blog?
Se i blog siano assimilabili ai social media è una questione dubbiosa su cui esistono pareri contrastanti.

Le differenze sono davvero così evidenti?

Sono due fenomeni separati o c'è una storia che li lega?

E soprattutto, chi ci impedisce di scrivere bene su entrambi?

Leggi le risposte a questi interrogativi cliccando qui.

Scrittura e magia
Alcuni consigli sulla scrittura sono così efficaci e penetranti da meritarsi una menzione speciale.

In questo elenco, quelli che hanno funzionato di più per me e per coloro con i quali li ho condivisi.

E tu quando scrivi?
Argomento molto controverso, che vede contrapporsi i fautori di una routine di scrittura sempre uguale ai fans della scrittura quando capita.

Ci sono pro e contro in entrambe le posizioni e forse si può trovare una sintesi.

Esistono però istanti nei quali si cela una ricchezza creativa che non va assolutamente sprecata, perciò leggi subito quali sono i momenti ideali per scrivere.

Messaggi di (cattivo) servizio
Mentre i difensori della lingua, che vorrebbero vedere il proprio idioma immutabile nei secoli, si lamentano per il modo in cui i giovani - quest'entità indefinita! - scrivono le loto tremende abbreviazioni con i telefonini e i computer, forse dobbiamo guardare anche a qualcun altro.

In questo post, scoprirai che a scrivere cattivi sms a volte sono le stesse aziende che ci permettono di inviarli.

sabato 23 giugno 2012

SMS, ovvero Siamo Molto Scortesi

La novità delle compagnie telefoniche, da qualche mese, è che tu ricarichi, loro ti danno un codice da inserire in un form sul sito, e hai la possibilità di vincere un premio.

Chiaro che l'entità del premio vada di pari passo con l'importo della ricarica.

È marketing, certo, quindi va da sé che il servizio sia promosso, accompagnato e rinsaldato da un sistema di messaggi, avvisi, inviti a giocare, promemoria dei codici, segnalazione delle scadenze dei concorsi, notifiche della ricezione dei premi, reminders sul loro esaurimento e ringraziamento con sprone a ricaricare, rigiocare e rivincere.

Si vince sempre, dicevano gli imbonitori delle riffe da fiera, e così è anche per questi premi telematici.

Ma allora la fregatura dov'è?

Personalmente, nell'imperizia di chi scrive questi messaggi per pungolare il tuo orgoglio di giocatore (e ricaricatore) incallito.

mercoledì 20 giugno 2012

Come si scrive un'email virtuosa

È vero, l'email, nel sostituire le lettere, ne ha preso giocoforza gli aspetti peggiori: una certa asetticità, nel linguaggio e nell'aspetto, contenuti forse utili ma non sempre piacevoli, ambiguità.

Non sono poche le mail che mi stupiscono, sia perché non riconosco la persona che me le ha mandate, in quelle parole, sia perché chi le scrive si esprime come un automa, sia perché a volte, per quanti sforzi faccia, non capisco veramente che cosa mi vogliano dire e devo sempre rispondere per chiedere chiarimenti (ma questo potrebbe anche essere un mio problema).

Per scrivere messaggi di posta elettronica corretti ed efficaci non ci sono poi tante regole, il trucco è avere dei modelli di base da utilizzare a seconda delle occasioni nelle quali si scrive, come quelli che trovi in Come si scrive una lettera (clicca sulla cover qui a destra) l'ebook che t'illustra in modo facile e rapido le vere e proprie ricette per cucinare le tue lettere e le tue mail per ogni esigenza.

Nell'ebook trovi anche una sezione completa di modelli di lettera e mail già strutturati, che dovrai solo riempire con le informazioni specifiche del tuo caso.

Ci sono però fattori che possono aiutarti sin da ora a rendere la tua email più virtuosa.

Ecco i tre più importanti.

martedì 15 maggio 2012

Tutti possono scrivere bene: con-vincere

Perché scrivi?

Certo, è una domandona, come quelle esistenziali, tipo perché siamo qui?

Ma prova a scendere dalle alte sfere della speculazione su terreni più mondani.

Perché scrivi, significa che cosa vuoi ottenere dai tuoi lettori?

Devono comprarti qualcosa?

Devono diventare tuoi seguaci?

Devono iscriversi alla tua lista, al tuo sito, al tuo blog, al tuo club, alla tua schiera?

Come vedi, per rispondere in modo terreno alla domanda perché scrivi devi avere un obiettivo concreto.

Qualsiasi scopo nella scrittura, comunque, non si può raggiungere se non facendo attenzione a questi elementi:

martedì 1 maggio 2012

Tutti possono scrivere bene: a che titolo?

Sai che - in media - solo il venti percento di coloro che leggono un titolo continuano a leggere anche l'articolo sottostante?

Che cosa implica questo?

Che se non scrivi un titolo abbastanza accattivante, le persone a leggere il tuo testo saranno ben al di sotto di quella cifra.

Due sono i nemici principali dei titoli: oscurità e lentezza.

L'oscurità allontana i lettori perché li confonde: essi vogliono capire almeno l'argomento generale del testo che stanno per leggere.

La lentezza fa crollare l'entusiasmo di chi legge: le persone vogliono sentirsi stimolate e intrigate dalla lettura, e se un titolo non da loro la spinta, esse arretreranno.

La base per apprendere l'arte dei titoli è sempre il giornalismo: se sai come scrivere articoli di giornale sicuramente stai partendo col piede giusto.

Qui però puoi trovare alcune indicazioni rapide e di immediata applicazione per incamminarti sulla strada buona.

La serie completa, Tutti possono scrivere bene, la trovi qui.

Ora veniamo ai titoli.

Come fare?

martedì 17 aprile 2012

Tutti possono scrivere bene!

Ti piacerebbe portare la tua scrittura a livelli eccellenti?

Vorresti scrivere testi che la gente legge con piacere, ricorda e conserva come cose preziose?

Come ti sentiresti sapendo che a partire dai tuoi testi le persone trovano soluzioni, cambiano sé stesse, o passano all'azione?

Sono senz'altro questi, i tre punti attorno ai quali da più di due anni questo blog si articola.

Non è facile fornire metodi e tecniche per ottenere i risultati elencati qui sopra.

Però non vuol dire che sia impossibile.

In questa serie di post, ho deciso di raccogliere il meglio delle mie conoscenze per consentirti di migliorare la tua scrittura, aumentare la tua capacità persuasiva e diventare indimenticabile.

giovedì 12 aprile 2012

Come scrivere una buona pubblicità in tre mosse

Se in questi giorni di festa appena trascorsi hai usufruito della potente flotta degli aereotrasporti, allora hai perso una grande occasione.

Non capita tutti i giorni di doversi togliere il cappello di fronte alla bravura dei creativi, in fatto di pubblicità cartellonistica.

Spesso, anzi, le loro sono brutture invadenti, ingombranti e stonate.

Invece, per me e per tutti coloro che hanno viaggiato sulle frecce rosse di Trenitalia, l'impatto con l'eccezionale campagna della Costa (non quella delle crociere!) per incentivare le visite agli acquari è stato beneaugurante.

martedì 14 febbraio 2012

Cinque trucchi per un post di successo

Ogni blog con un minimo di seguito, se andiamo a spulciare le statistiche, basa il suo risultato solo su alcuni dei suoi post.

In pratica, la crescita nel tempo di un blog è legata soprattutto all'aver "azzeccato" alcuni dei suoi contenuti, al punto da garantirgli la fiducia di chi lo segue poi in modo stabile, la posizione nei motori per una felice combinazione tra il contenuto e altri fattori più tecnici, e la curiosità di nuovi lettori che probabilmente diverranno nuovi followers fissi.

Sarebbe molto interessante, allora, capire quali sono le caratteristiche di post simili, per poterle replicare in nuovi contenuti per il tuo blog.

Ci sono post ottimi ma che trovano poco pubblico, post tremendi che guadagnano subito molto traffico per un titolo fortunato e poi cadono nel dimenticatoio, post indecisi, che si limitano a replicare le solite canzoni già sentite e stralette.

Non si salva nessuno, io per primo.

Tuttavia, ognuno di noi bloggers ha fatto almeno una volta il "colpaccio", per una delle ragioni che ora vado a illustrarti.

Applicati bene, questi cinque trucchi ti permetteranno di scrivere post capaci di attrarre nuovi aficionados, guadagnare posizioni e soprattutto orientare la tua strategia di comunicazione.

martedì 24 gennaio 2012

L'arte di comunicare: fiat pubblicitas tua



Hai visto lo spot nel filmato?

Noo?

Ti aspetto, dura solo un minuto e mezzo: vai e poi continuiamo.

.................................................fatto?

Bene.

Diciamo subito qualcosina di utile per chi scrive e magari è interessato a questioni di copywriting.

Che cosa possiamo imparare da questo spot?

mercoledì 28 dicembre 2011

Il 2011 di Scrivibene

Avere la tua attenzione è una grande soddisfazione per me.

Grazie per avermi seguito.

Ecco per te una rassegna del meglio di quest'anno trascorso insieme.

L'ispirazione divina
Che cosa accadrebbe se adattassimo i Dieci Comandamenti biblici alla nostra amata scrittura?

A partire da questo stimolo creativo, ecco un decalogo utile, efficace e persino divertente per non commettere "peccati" di scrittura.

Scrivere da presocratici
Dopo i Dieci Comandamenti, un altro caposaldo della cultura antica: i quattro elementi.

Esiste una scrittura che sia come l'acqua, il fuoco, la terra, l'aria?

In che modo questi elementi possono costituire un ingrediente stimolante e creativo per pensare, costruire e realizzare i nostri testi?

Scoprilo in questo post.

Peggio di così...
A volte funziona molto di più spiegare quali sbagli evitare che tentare di spiegare quali mosse giuste compiere.

In questo ottalogo, la ricetta per fallire a colpo sicuro con la tua scrittura.

Leggila ma non provare a eseguirla, perché funziona.

Non dire gatto...
Se non l'hai nel sacco, dice il detto.

Poiché nel sacco della mia vita di gatti ne ho tre, posso dirlo senza timore di smentita.

E mai avrei pensato ai gatti come maestri di scrittura, finché non ho provato a scrivere questo post e a riflettere sul nesso tra il mio rapporto con loro e quello con i lettori.

Miao.

Il segreto dell'urna
Dopo le elezioni amministrative della scorsa primavera, tutto il paese ha potuto riflettere sugli effetti - positivi e nefasti - di un certo tipo di comunicazione e anch'io l'ho fatto in questo articolo.

Da come andò la competizione elettorale, si può trarre una lezione importante da spendere anche nel campo della scrittura, su come la semplicità e la chiarezza paghino sempre, a dispetto dei tentativi di manipolazione.

Le parole dell'amore
Il lessico dei sentimenti è molto potente e utilizzarlo per costruire testi di tutt'altro argomento, condendoli di metafore e similitudini appropriate, può risultare travolgente.

Per questo, anche per noi scrittori funzionali, un piccolo dizionario amoroso può diventare una chiave decisiva per scardinare l'attenzione del lettore.

Oltre il blocco
Un argomento sempre molto gettonato, ritorna in questo post su come superare il blocco dello scrittore.

Non è un problema che si possa risolvere una volta e per sempre, siamo esseri abitudinari e l'assuefazione ci coglie anche per le tecniche creative, così periodicamente abbiamo bisogno di nuovi stimoli e nuove strategie.

Parola di Chuck
Una lezione di giornalismo, etica, realismo e personalità, non da un Pulitzer o da una prima firma di quotidiano, bensì dal più irriverente scrittore statunitense, Chuck Palahniuk che nelle prime pagine di Ninna Nanna pone un serio dilemma per chiunque voglia cimentarsi nella scrittura dei fatti.

Un invito alla lucidità, irrinunciabile.

Chiedete e vi sarà dato
Nella maggior parte dei casi, il motivo per cui gli altri non ti danno ciò che vuoi sta nel fatto che non glielo chiedi.

È vero anche il contrario: la maggior parte delle volte che chiedi, gli altri rispondono dando.

Vale anche nella comunicazione scritta?

Clicca subito qui per leggere il post e scoprirlo.

Il vantaggio di leggere
In ogni testo non dovrebbe mai mancare, per il lettore, un concreto vantaggio acquisibile alla fine della lettura.

Sono i vantaggi a muovere la motivazione delle persone.

Per questo, se vuoi scoprire come invogliare i lettori a visitare le pagine che desideri, a cliccare sui link che gli dai, a fare la mossa che tu vuoi indurli a fare, allora non puoi assolutamente perdere questo articolo: clicca qui.

Dove vanno i linguaggi
Alla deriva, come i continenti.

Lo dimostra la storia delle lingue e lo puoi constatare se ascolti e leggi con attenzione quanto viene prodotto in giro dalle persone.

Che una lingua si trasformi è un fenomeno naturale accettabile.

Quando però il cambiamento linguistico è indice del cambiamento delle persone, allora i risvolti si fanno più seri, come nei casi citati in questo post.

Regalo di Natale
Una procedura concreta per scrivere articoli e post, passo dopo passo, efficace e rapida?

Ho pensato sarebbe stato un buon regalo natalizio per tutti i lettori.

Anche se Natale è passato, puoi ancora venire a scartare il tuo regalo, cliccando qui.

giovedì 22 dicembre 2011

Gli auguri scritti: quante forme conosci?

Come scrivere un biglietto d'auguri in tre facili mosse puntualmente ritorna al primo posto della classifica dei post più letti di questo blog, in concomitanza con le festività.

Si vede che c'è un bisogno diffuso di aiuto nella scrittura degli auguri per amici, parenti, conoscenti e chissà chi altro.

Come possiamo fare dei buoni auguri scritti?

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