Indeciso se scrivere questo post qui, su www.scrivibene.com o se farne una disquisizione di comunicazione persuasiva e manipolatoria in www.studialamente.com, alla fine ho scelto di semplificare, osservando la questione da un punto di vista meramente compositivo.
Ma che stai a ddi', sarà la tua domanda di lettore...
Poiché il caro presidente Napolitano è in visita a Napoli, saltabecco tra i quotidiani online per "piluccare" qualche notizia, e trovo questo curioso pezzetto su Il Giornale in cui si dice che con l'arrivo del presidente succede il miracolo (notare la contaminatio tra sintassi italiana e dialettale, in standard diremmo accade il miracolo, a Napoli diciamo succede o è succieso...): strade e piazze pulite.
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sabato 1 ottobre 2011
Giornalismo (e) spazzatura
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giovedì 28 luglio 2011
Il mensile di Scrivibene: Luglio 2011
No block!
Puoi superare il blocco dello scrittore e la paura del foglio bianco in centinaia di modi, alcuni dei quali sparsi nei vari articoli di questo blog.
Ma quel blocco potrebbe anche essere un segnale di un disagio maggiore, che deve spingerti a rimettere in discussione il tuo rapporto con la scrittura e con gli argomenti a cui di solito ti dedichi.
Prova a farlo con i consigli di questo post:
Blocco dello scrittore: vuoi superarlo anche tu?
Evitare è meglio che fare
Mi piace moltissimo parlare di come fare bene qualcosa, concentrandomi su come non farla male.
Il vecchio adagio che recita prima regola: non peggiorare è sempre valido, anche nella scrittura.
In mezzo alla caterva di parole che circolano in rete - e alla quale contribuisco con impegno! - uno dei parametri principali per giudicare la validità di un testo è il suo indice tedioso.
Leggi qui Come non scrivere un articolo noioso ed evita anche tu lo sbaglio di cercare di fare le cose giuste!
Giocoleria di parole
Mettiamo insieme vocaboli, cercando di ottenere testi che siano qualcosa in più di un'accozzaglia di parole.
Non ci dimentichiamo, però, che il legame biologico dei nostri testi è sempre quello: la grammatica, la sintassi, la retorica, l'arte di creare successioni di termini capaci di suscitare un moto, una reazione, un sussulto in chi legge.
Ecco per te Tre facili modi per movimentare la tua prosa, perché nella lingua si celano tutti i segreti per una buona scrittura.
Hai fatto bene i tuoi calcoli?
Molte persone ritengono di essere portate o per le lettere o per la matematica.
Probabilmente hanno ragione: le due scienze attivano proprio parti diverse del nostro cervello.
Ma dal versante della scrittura, è bello immaginare che queste due arti possano aiutarsi a vicenda.
Così, nell'attesa che un matematico scriva un articolo sull'aritmetica letteraria, puoi leggere subito qui in cosa consista La scrittura aritmetica.
Puoi superare il blocco dello scrittore e la paura del foglio bianco in centinaia di modi, alcuni dei quali sparsi nei vari articoli di questo blog.
Ma quel blocco potrebbe anche essere un segnale di un disagio maggiore, che deve spingerti a rimettere in discussione il tuo rapporto con la scrittura e con gli argomenti a cui di solito ti dedichi.
Prova a farlo con i consigli di questo post:
Blocco dello scrittore: vuoi superarlo anche tu?
Evitare è meglio che fare
Mi piace moltissimo parlare di come fare bene qualcosa, concentrandomi su come non farla male.
Il vecchio adagio che recita prima regola: non peggiorare è sempre valido, anche nella scrittura.
In mezzo alla caterva di parole che circolano in rete - e alla quale contribuisco con impegno! - uno dei parametri principali per giudicare la validità di un testo è il suo indice tedioso.
Leggi qui Come non scrivere un articolo noioso ed evita anche tu lo sbaglio di cercare di fare le cose giuste!
Giocoleria di parole
Mettiamo insieme vocaboli, cercando di ottenere testi che siano qualcosa in più di un'accozzaglia di parole.
Non ci dimentichiamo, però, che il legame biologico dei nostri testi è sempre quello: la grammatica, la sintassi, la retorica, l'arte di creare successioni di termini capaci di suscitare un moto, una reazione, un sussulto in chi legge.
Ecco per te Tre facili modi per movimentare la tua prosa, perché nella lingua si celano tutti i segreti per una buona scrittura.
Hai fatto bene i tuoi calcoli?
Molte persone ritengono di essere portate o per le lettere o per la matematica.
Probabilmente hanno ragione: le due scienze attivano proprio parti diverse del nostro cervello.
Ma dal versante della scrittura, è bello immaginare che queste due arti possano aiutarsi a vicenda.
Così, nell'attesa che un matematico scriva un articolo sull'aritmetica letteraria, puoi leggere subito qui in cosa consista La scrittura aritmetica.
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sabato 16 luglio 2011
Tre facili modi per movimentare la tua prosa
Scrivere in modo chiaro è la prima regola.
Ma se ogni eccesso è difetto, anche un eccesso di chiarezza e semplicità certe volte può "ammazzare" l'interesse del lettore.
Un testo troppo lineare, troppo preciso, troppo scorrevole cela un paradossale rischio di annoiare.
Ognuno è misura di sé stesso: a te stabilire quanto indugi in certe soluzioni e quanto invece riesci ad alternarle.
Se tendi a infastellare la tua scrittura di aggettivi, avverbi, gerundi e altre parole "rallentanti" allora è giusto insistere sulla semplicità estrema.
Se però scrivendo non fai che limitarti sempre e soltanto a soggetto, predicato e complemento, rinunciando a qualsiasi parola in grado di aggiungere un po' di sapore, allora o le tue informazioni sono davvero irrinunciabili oppure il lettore ti leggerà con meno frequenza perché gli lasci addosso una sensazione di "asciutto" che alla lunga irrita.
Ecco tre facili modi per movimentare la tua prosa, camminando sul filo della leggibilità.
Ma se ogni eccesso è difetto, anche un eccesso di chiarezza e semplicità certe volte può "ammazzare" l'interesse del lettore.
Un testo troppo lineare, troppo preciso, troppo scorrevole cela un paradossale rischio di annoiare.
Ognuno è misura di sé stesso: a te stabilire quanto indugi in certe soluzioni e quanto invece riesci ad alternarle.
Se tendi a infastellare la tua scrittura di aggettivi, avverbi, gerundi e altre parole "rallentanti" allora è giusto insistere sulla semplicità estrema.
Se però scrivendo non fai che limitarti sempre e soltanto a soggetto, predicato e complemento, rinunciando a qualsiasi parola in grado di aggiungere un po' di sapore, allora o le tue informazioni sono davvero irrinunciabili oppure il lettore ti leggerà con meno frequenza perché gli lasci addosso una sensazione di "asciutto" che alla lunga irrita.
Ecco tre facili modi per movimentare la tua prosa, camminando sul filo della leggibilità.
mercoledì 23 febbraio 2011
Il registro linguistico e i grattini al bar
Tra una tazza d’orzo profumata e uno scioglievole fagottino al cacao, qualche mattina fa i miei occhi hanno intercettato, sopra la cassa del bar dove a volte indugio al mattino, un A4 messo in orizzontale, che recitava così:
si avvisa la gentile clientela che i grattini si pagano subito al momento della consegna.
Che tutte le lingue del mondo siano evolute proprio grazie a chi – parlandole o scrivendole – ne ha forzati i limiti, è un fatto.
Un altro fatto però è trovarcisi nel mezzo e accorgersi che ogni testo si lega al suo contesto grazie al registro linguistico.
Per registro linguistico si intende l’insieme di consuetudini lessicali e sintattiche utilizzate in un determinato contesto comunicativo.
si avvisa la gentile clientela che i grattini si pagano subito al momento della consegna.
Che tutte le lingue del mondo siano evolute proprio grazie a chi – parlandole o scrivendole – ne ha forzati i limiti, è un fatto.
Un altro fatto però è trovarcisi nel mezzo e accorgersi che ogni testo si lega al suo contesto grazie al registro linguistico.
Per registro linguistico si intende l’insieme di consuetudini lessicali e sintattiche utilizzate in un determinato contesto comunicativo.
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giovedì 23 settembre 2010
Scrivere oggi con l'eredità degli antichi
Qualche giorno fa, durante un noto programma televisivo, si è parlato di un vecchio modo di dire che attribuisce all'oca, all'ape e alla pecora il ruolo di animali padroni del mondo.
Il titolo, assegnato in epoche remote, deriverebbe dall'impiego di questi animali, o di loro derivati, nella scrittura: dall'oca infatti si ricavano le penne, dall'ape la cera per sigillare e dalla pecora la pelle per la pergamena.
Non avevo mai sentito questo modo di dire né l'ho trovato negli elenchi di proverbi, tuttavia la mia mente di blogger è partita in quarta, ed eccomi qua.
È vero, oggi non scriviamo più intingendo il calamo delle penne d'oca nell'inchiostro, né timbriamo la cera calda con il nostro sigillo per firmare, né tantomeno utilizziamo più un supporto di pelle per scrivere.
Tuttavia questi tre elementi, con i dovuti cambiamenti epocali, continuano a essere fattori essenziali della scrittura.
Il titolo, assegnato in epoche remote, deriverebbe dall'impiego di questi animali, o di loro derivati, nella scrittura: dall'oca infatti si ricavano le penne, dall'ape la cera per sigillare e dalla pecora la pelle per la pergamena.
Non avevo mai sentito questo modo di dire né l'ho trovato negli elenchi di proverbi, tuttavia la mia mente di blogger è partita in quarta, ed eccomi qua.
È vero, oggi non scriviamo più intingendo il calamo delle penne d'oca nell'inchiostro, né timbriamo la cera calda con il nostro sigillo per firmare, né tantomeno utilizziamo più un supporto di pelle per scrivere.
Tuttavia questi tre elementi, con i dovuti cambiamenti epocali, continuano a essere fattori essenziali della scrittura.
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