Ti fanno una sola domanda. Poco prima di diplomarti alla scuola di giornalismo, ti chiedono di immaginarti nei panni di un reporter. Lavori in un importante quotidiano di una grande città e una sera, la vigilia di Natale, il caporedattore ti spedisce a indagare su un caso di morte.
La polizia e l'ambulanza sono già sul posto. Il corridoio dello squallido condominio è già stipato di vicini in accappatoio e ciabatte. Nell'appartamento c'è una giovane coppia che singhiozza accanto all'albero di Natale. Il figlio è morto soffocato da uno degli addobbi dell'albero. Raccogli i dati che ti servono, nome del bambino, età e via dicendo, dopodiché torni in redazione che è quasi mezzanotte e riesci a finire l'articolo giusto in tempo per mandarlo in stampa.
Lo fai leggere al caporedattore e lui te lo stronca perché non hai scritto di che colore era l'addobbo. Rosso o verde? Vederlo era impossibile, e a te non è venuto in mente di chiederlo.
Dalla tipografia strillano che bisogna chiudere la prima pagina, e tu hai solo due scelte.
Chiamare i genitori e farti dire il colore.
O rifiutarti di chiamarli e perdere il lavoro.
[...]
Quella domanda di deontologia devono per forza fartela a fine corso, perché a quel punto non puoi più tornare indietro. Hai le rate del prestito studentesco da rimborsare. A distanza di anni e anni, il sottoscritto è giunto alla conclusione che il vero senso della domanda è: Sei sicuro di volerti guadagnare da vivere così?
Certo, è un pezzo di fiction tratto da Ninna Nanna, e in più l'ha scritto Chuck Palahniuk che non ci va certo piano.
Però la domanda ci riguarda tutti, appassionati di scrittura, aspiranti scrittori e giornalisti, blogger e produttori di parole e (si spera) di significati:
Sei sicuro di volerti guadagnare da vivere così?
Buone vacanze...
lunedì 1 agosto 2011
giovedì 28 luglio 2011
Il mensile di Scrivibene: Luglio 2011
No block!
Puoi superare il blocco dello scrittore e la paura del foglio bianco in centinaia di modi, alcuni dei quali sparsi nei vari articoli di questo blog.
Ma quel blocco potrebbe anche essere un segnale di un disagio maggiore, che deve spingerti a rimettere in discussione il tuo rapporto con la scrittura e con gli argomenti a cui di solito ti dedichi.
Prova a farlo con i consigli di questo post:
Blocco dello scrittore: vuoi superarlo anche tu?
Evitare è meglio che fare
Mi piace moltissimo parlare di come fare bene qualcosa, concentrandomi su come non farla male.
Il vecchio adagio che recita prima regola: non peggiorare è sempre valido, anche nella scrittura.
In mezzo alla caterva di parole che circolano in rete - e alla quale contribuisco con impegno! - uno dei parametri principali per giudicare la validità di un testo è il suo indice tedioso.
Leggi qui Come non scrivere un articolo noioso ed evita anche tu lo sbaglio di cercare di fare le cose giuste!
Giocoleria di parole
Mettiamo insieme vocaboli, cercando di ottenere testi che siano qualcosa in più di un'accozzaglia di parole.
Non ci dimentichiamo, però, che il legame biologico dei nostri testi è sempre quello: la grammatica, la sintassi, la retorica, l'arte di creare successioni di termini capaci di suscitare un moto, una reazione, un sussulto in chi legge.
Ecco per te Tre facili modi per movimentare la tua prosa, perché nella lingua si celano tutti i segreti per una buona scrittura.
Hai fatto bene i tuoi calcoli?
Molte persone ritengono di essere portate o per le lettere o per la matematica.
Probabilmente hanno ragione: le due scienze attivano proprio parti diverse del nostro cervello.
Ma dal versante della scrittura, è bello immaginare che queste due arti possano aiutarsi a vicenda.
Così, nell'attesa che un matematico scriva un articolo sull'aritmetica letteraria, puoi leggere subito qui in cosa consista La scrittura aritmetica.
Puoi superare il blocco dello scrittore e la paura del foglio bianco in centinaia di modi, alcuni dei quali sparsi nei vari articoli di questo blog.
Ma quel blocco potrebbe anche essere un segnale di un disagio maggiore, che deve spingerti a rimettere in discussione il tuo rapporto con la scrittura e con gli argomenti a cui di solito ti dedichi.
Prova a farlo con i consigli di questo post:
Blocco dello scrittore: vuoi superarlo anche tu?
Evitare è meglio che fare
Mi piace moltissimo parlare di come fare bene qualcosa, concentrandomi su come non farla male.
Il vecchio adagio che recita prima regola: non peggiorare è sempre valido, anche nella scrittura.
In mezzo alla caterva di parole che circolano in rete - e alla quale contribuisco con impegno! - uno dei parametri principali per giudicare la validità di un testo è il suo indice tedioso.
Leggi qui Come non scrivere un articolo noioso ed evita anche tu lo sbaglio di cercare di fare le cose giuste!
Giocoleria di parole
Mettiamo insieme vocaboli, cercando di ottenere testi che siano qualcosa in più di un'accozzaglia di parole.
Non ci dimentichiamo, però, che il legame biologico dei nostri testi è sempre quello: la grammatica, la sintassi, la retorica, l'arte di creare successioni di termini capaci di suscitare un moto, una reazione, un sussulto in chi legge.
Ecco per te Tre facili modi per movimentare la tua prosa, perché nella lingua si celano tutti i segreti per una buona scrittura.
Hai fatto bene i tuoi calcoli?
Molte persone ritengono di essere portate o per le lettere o per la matematica.
Probabilmente hanno ragione: le due scienze attivano proprio parti diverse del nostro cervello.
Ma dal versante della scrittura, è bello immaginare che queste due arti possano aiutarsi a vicenda.
Così, nell'attesa che un matematico scriva un articolo sull'aritmetica letteraria, puoi leggere subito qui in cosa consista La scrittura aritmetica.
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sabato 23 luglio 2011
La scrittura aritmetica
Qualcosa di elementare
Come andavi a scuola?
Come te la cavavi, intendo.
Date le mie esperienze di insegnante per adulti, so che certe conoscenze, anche le più basilari, si perdono inevitabilmente nei meandri della memoria.
So anche che alcune persone, per sopportare meglio la sconfitta, preferiscono dichiararsi costituzionalmente incapaci dicendo ah, io per quella materia non ci sono mai stato portato...
Ma qui parliamo dell'ABC, anzi, del più, meno, per e diviso.
Cosa c'entrano le quattro operazioni aritmetiche con la scrittura?
Come andavi a scuola?
Come te la cavavi, intendo.
Date le mie esperienze di insegnante per adulti, so che certe conoscenze, anche le più basilari, si perdono inevitabilmente nei meandri della memoria.
So anche che alcune persone, per sopportare meglio la sconfitta, preferiscono dichiararsi costituzionalmente incapaci dicendo ah, io per quella materia non ci sono mai stato portato...
Ma qui parliamo dell'ABC, anzi, del più, meno, per e diviso.
Cosa c'entrano le quattro operazioni aritmetiche con la scrittura?
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