venerdì 6 luglio 2012

L'italiano in TV: tiriamo la catena?

Ai tempi di Mike, il quiz in tv era l'occasione per vedere che cosa significa essere esperti in una materia.

Oggi invece, nei giochi televisivi, è facile vedere persone balbettare davanti a domande per le quali serve una conoscenza elementare.

Sarà per questo che i momenti migliori dei quiz di oggi sono basati sull'enigmistica, e il caso più eclatante è la famosa ghigliottina che chiude L'eredità condotto da Conti su Rai 1.

Ben consapevoli del successo di quella prova, da qualche anno i creativi di mamma Rai sostituiscono d'estate L'eredità con Reazione a catena, interamente basato - come la ghighiottina - sull'associazione semantica delle parole.

A differenza dei quiz di una volta, dove qualcosina la dovevi sapere, oggi puoi vincere sia grazie al meccanismo perverso di assegnazione dei punti - che naturalmente crea il brivido capace di incollare lo spettatore - sia perché le parole sono una merce molto più diffusa, anche se non la padroneggi benissimo (del resto, nei giochi in questione non è richiesto).

Così, mentre sorseggio un aperitivo casalingo e guardo quindici minuti di TV, anch'io gioco tra Una tira l'altra e L'intesa vincente - così come d'inverno cerco di vincere la ghigliottina - e non posso fare a meno di assistere alle pericolose derive della nostra lingua.

mercoledì 4 luglio 2012

le tre verità per essere creativi

Che tu scriva per lavoro o per passione, meglio ancora per entrambi i motivi, allora tu affronti come me e tanti altri il problema dei problemi: trovare il contenuto.

Da tre anni, su questo blog, cerco di fornirti il meglio che mi è possibile, dalla mia esperienza e da quella di colleghi, studenti, persone che ammiro, libri che leggo.

Lo faccio per te ma lo faccio anche per me.

Sincero?

Soprattutto per me.

Perché anch'io come te ho bisogno di trovare idee.

Anch'io come te mi batto contro l'indolenza.

Anch'io come te temo di non mettere le parole nel modo giusto.

Anch'io come te esito prima di cliccare su "pubblica".

Anch'io come te dubito del destino dei miei pezzi.

Allora io, tu, e quelli come noi, abbiamo bisogno di ricordarci di queste tre verità, irrinunciabili.

lunedì 2 luglio 2012

Supereroi e scrittori: a quale specie appartieni?

Per la mia generazione e non solo, i supereroi sono stati l'equivalente degli dei per gli antichi, ci hanno permesso di sognare, formarci una moralità, sviluppare passioni e divertirci.

I supereroi hanno sempre funzionato perché riescono a far risuonare in noi caratteristiche latenti, desideri d'emulazione, empatia e identificazione.

Ognuno di essi è dotato di facoltà e strumenti che tutti noi desidereremmo utilizzare per risolvere i nostri problemi.

I supereroi sono però modellati sul carattere degli uomini, e non è strano riconoscere in loro tratti che ci appartengono, nel modo di concepire la vita, di affrontare le avversità e persino di svolgere un lavoro o un'attività.

Anche tutti noi che amiamo scrivere possiamo scoprire di essere molto simili a loro, nel modo in cui viviamo la nostra passione, la nostra creatività e la realizzazione dei nostri testi.

E il tuo alter-ego qual è?

Cerca nel blog